Sterlina in buon apprezzamento, merito della crescita dei remain?

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Negli ultimi giorni la sterlina ha dimostrato di poter consolidare le proprie posizioni, e accrescerle ulteriormente, nei confronti delle principali controparti valutarie. Sul perché vi sia questa presa di forza da parte della valuta britannica, non vi sono grandi dubbi. A cominciare dal primo dato sul quale vale la pena soffermare qualche valutazione: le dichiarazioni di Carney in audizione al parlamento sull’Inflation Report di maggio. Continue reading

Nuove previsioni sull’andamento del petrolio

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Qualche giorno fa l’US Department of Energy (DOE) ha comunicato che la scorsa settimana negli Stati Uniti le scorte totali di petrolio greggio sono diminuite, non senza un po’ di sorpresa, di 3,41 milioni di barili (mb) a 539,98 mb (-0,6 s/s, +11,4 y/y), contro le stime di consenso che prevedevano invece un aumento di 0,75 milioni di barili. Continue reading

Calendario macro USA, tutta l’attenzione è incentrata su venerdì

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Il povero calendario macro economico statunitense della settimana, vede una principale eccezione nella giornata di venerdì, quando si concentreranno tutte le pubblicazioni attese per questi giorni. In particolare, iniziamo a prevedere quel che potrebbe accadere nei confronti delle vendite al dettaglio del mese di aprile, che sono previste in aumento di 0,9 punti percentuali su base mensile, grazie a un forte rialzo nel comparto auto che dovrebbe compensare la correzione avvenuta nel corso del precedente mese di marzo. Continue reading

Euro in lieve apprezzamento sui dati macro USA

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Sulla scia della pubblicazione dei dati USA di venerdì scorso, l’euro è salito, ma restando ben al di sotto della resistenza critica di 1,1340 e chiudendo sotto 1,1300 EUR/USD (massimo di giornata a 1,1317). L’abbandono del fronte rialzista richiederebbe in senso tecnico lo sfondamento di 1,1250 EUR/USD, livello che era stato raggiunto tra mercoledì e giovedì ma che alla fine ha retto bene, ricordano gli analisti ISP.

Sotto tal punto di vista, la riunione della Banca Centrale Europea di giovedì potrebbe non essere ancora lo spunto sufficiente per sfondare tale soglia: la maggioranza degli osservatori ritiene infatti che in tale occasione i termini della politica monetaria resteranno invariati dopo l’ampio stimolo di marzo. Continue reading

Sterlina ancora debole contro euro e dollaro

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La sterlina ha chiuso la scorsa settimana in debolezza, oscillando nella fascia 1,40-1,41 GBP/USD contro dollaro e 0,80-0,81 EUR/GBP contro euro. A peggiorare le previsioni di brevissimo sulla valuta britannica sono stati i dati di produzione industriale e manifatturiera usciti questa mattina, valutati in maniera molto negativa. Tuttavia, la reazione del cambio è stata contenuta se si considera il contesto generale sfavorevole.

Dunque, l’attenzione dovrà essere principalmente improntata su quel che accadrà la prossima settimana, con dati che potrebbero avere un impatto più continuativo sulla sterlina. Martedì usciranno infatti i dati di inflazione, attesi in salita, mentre giovedì ci sarà la riunione della Bank of England. I tassi resteranno fermi, ma saranno comunque importanti i verbali, per la valutazione che la BoE offrirà sugli eventuali effetti dell’incertezza per il referendum UE. Continue reading

Tassi Fed, economia USA verso la piena occupazione

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Che l’andamento del mercato del lavoro a stelle e strisce sia uno degli elementi maggiormente tenuti in considerazione dagli economisti della Fed per orientare la propria politica dei tassi è ben noto. Che tuttavia le buone notizie degli ultimi giorni possano effettivamente orientare verso l’alto la strada dei tassi, è un altro discorso: nonostante ottime notizie, infatti, difficilmente la Fed sceglierà di riprendere i ritocchi al rialzo già nella sessione di aprile, ritenendo invece più probabile un aumento a giugno. Continue reading

Previsioni BCE, tutto da rifare?

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Il presente non sembra offrire grandi certezze e, questo, la BCE dovrebbe averlo compreso piuttosto bene. Talmente bene che, sostanzialmente, gli scenari che erano stati tracciati appena due mesi fa sembrano essere tutti da rifare: la stima della crescita PIL in media di 1,7% nel 2016-17 sembra essere fantascienza, superata dal fatto che nell’ultimo periodo la crescita dell’economia area euro è stata di solo 0,3% t/t, con un trascinamento negativo di un decimo sulla stima 2016. Continue reading

Trading sui fondi, raccolta in calo a gennaio

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A gennaio la raccolta derivante dal risparmio gestito ha rallentato la sua corsa. Un rallentamento non certo inatteso, anche considerando il fatto che gennaio non è mai stato un mese facile per i mercati, e l’inizio del 2016 sembra aver confermato tale tendenza, garantendo all’industria italiana dell’asset management una raccolta positiva per 6,1 miliardi di euro, ben al di sotto degli 11 miliardi di euro che erano stati incassati a dicembre. Continue reading

Petrolio troppo basso, ecco perché le azioni soffrono

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Un petrolio quotato così poco è un bene o un male per gli investimenti e l’economia? La risposta è, invero, piuttosto difficile da formulare. Se infatti chi produce petrolio ha gravi problemi dal calo delle sue quotazioni in termini di mancati ricavi, è anche vero che – almeno sul breve termine – chi lo importa ha solo da guadagnare, in primis grazie a una bolletta energetica meno pesante. Continue reading