Iniziare a fare trading? Ecco tre domande da porsi!

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Se vi state avvicinando per la prima volta al mondo del trading, e non avete ancora le idee ben chiare, fareste bene a ragionare con calma su ciò che occorra o non occorra fare per compiere dei congrui passi di avvicinamento verso il raggiungimento del miglior risultato finanziario. Di seguito, vi proponiamo tre domande da porvi prima di investire anche un solo euro nei mercati internazionali. Continue reading

Crisi Grecia – Eurozona, qualche consiglio per investire con successo

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Mercoledì 11 febbraio l’Eurogruppo ha dato chiara evidenza dell’impossibilità di addivenire a una soluzione definitiva sul “caso greco”, dimostrando altresì un certo imbarazzo e una preoccupante incapacità. L’impossibilità di fornire un comunicato finale condiviso della riunione è un ulteriore sintomo delle difficoltà manifestate, e il fatto aggiuntivo che i resoconti che parlano dell’assenza di una proposta formale e documentata da parte della delegazione greca (che invece si sarebbe limitata a richieste generiche nonostante la situazione di crescente emergenza), aggrava ulteriormente la situazione. Ma in che modo poter investire nel Forex in un simile clima di tensione? Continue reading

Quali sono i segnali di trading nelle opzioni binarie

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I segnali di trading online nelle opzioni binarie rappresentano uno degli elementi informativi più importanti per tutti coloro i quali desiderano investire in questo strumento finanziario con maggiore coscienza e consapevolezza, evitando che il destino della propria scommessa finanziaria sia unicamente figlio del… fato. Ma quali sono i segnali di trading usufruibili nelle opzioni binarie? E siamo certi che l’interpretazione dei segnali di trading in analisi tecnica debba prescindere da altre informazioni? Continue reading

Dollaro, cosa accadrà in attesa del FOMC

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Nonostante le apparenze (per lo meno, per la visione eurocentrica) il 2015 sarà un anno tutt’altro che semplice per la Federal Reserve. L’anno recentemente avviato sarà infatti un esercizio particolarmente delicato per la politica monetaria dell’istituto federale statunitense, che cercherà di allontanarsi da un periodo prolungato in cui la direzione della politica monetaria era appropriata per tutti i suoi obiettivi, ma che potrebbe risultare rapidamente obsoleta per favorire gli obiettivi della massima occupazione, prezzi stabili e tassi di interesse di lungo termine moderati. Continue reading

Investire nell’euro nello scenario post-elezioni Grecia

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Il 25 gennaio gli elettori greci sceglieranno tra la continuità del passato (pur, controverso) e una proposta di cambiamento radicale (pur, probabilmente, irrealizzabile). In caso di vittoria, infatti, la coalizione guidata da Syriza dovrà scegliere tra un accordo con i creditori, finalizzato a continuare il sostegno economico (che implicherà un drastico annacquamento del suo programma, con presumibile delusione della sua base) o attuare un programma e rischiare la definitiva rottura con le istituzioni europee. Una scelta, la seconda, che a causa dei problemi di rifinanziamento del debito pubblico e privato, comporterebbe per la Grecia l’uscita dall’unione monetaria. Continue reading

L’oro: Spieghiamo perché è il primo bene rifugio

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Quando un risparmiatore possiede del denaro liquido che non sa come impiegare, ha diverse opzioni di investimento, dai conti deposito ai titoli di stato, dalle obbligazioni ai pronti contro termine, questo se la propensione al rischio è davvero bassa.

Ma una forma di investimento spicca sicuramente tra le altre, si tratta del metallo giallo, ovvero dell’oro.

L’oro è considerato il bene rifugio per eccellenza, cioè quel bene al quale si ricorre per trasformare il denaro liquido in un investimento sicuro a prova di inflazione e di crisi.

Il denaro, la carta moneta, è la forma di pagamento più diffusa, ma in alcune situazioni finanziarie, soprattutto in alcuni stati, tende a svalutarsi. Se i prezzi aumentano, il denaro perde di valore. Il risparmiatore oculato, evita di detenere tutto il patrimonio personale sotto forma di denaro liquido, sarebbe un gravissimo errore, rischierebbe di ritrovarsi, a causa di situazioni economico-finanziarie poco favorevoli, con tanta carta straccia in mano.

Per farvi comprendere la situazione, pensate ad esempio al caso in cui l’aumento dei prezzi sia del 100% mensile, ciò si tradurrebbe nel dimezzamento di valore delle proprie banconote. Ogni mese trascorso produce un dimezzamento di valore, sarebbe come pagare una tassa del 50% mensile, se oggi possiedo 100€, domani, a causa dell’inflazione, disporrò di soli 50€, l’altra metà di denaro sarà stata erosa dall’aumento dei prezzi.

L’oro risolve questo problema, anzi, possiamo dire che in situazioni del genere, il metallo si apprezza notevolmente perché ne cresce la domanda. Tutti vogliono togliere il proprio denaro per acquistare oro, ma siccome l’oro è un bene scarso, cioè un bene che in natura si trova in bassissime quantità, e tra l’altro non può essere prodotto, ma va estratto con molte difficoltà, aumenta di prezzo.

Si tratta solamente di domanda ed offerta, se la domanda di un bene cresce, mentre l’offerta rimane invariata, ne aumenta il prezzo. Questa legge si verifica sempre, con qualsiasi bene. Oggi un litro d’acqua si acquista con pochi spiccioli, perché ne abbiamo in abbondanza, ma se domani la terra dovesse attraversare una grave situazione di mancanza, il prezzo salirebbe alle stelle, il quanto non si sa, tutto dipenderebbe dalla domanda e dall’offerta del momento.

Quindi conviene sempre liquidare il proprio denaro ed acquistare oro?

Non fatevi prendere dalla frenesia e dall’ansia, in condizioni di stabilità economica, sociale e finanziaria, la carta moneta è il miglior strumento per gli scambi, l’importante è stare sempre attenti ed oculati. Diversificare è la prima regola fondamentale, mai detenere denaro liquido in quantità superiori alle proprie necessità, meglio mantenere una piccola scorta, mentre la rimanente parte investirla in prodotti facilmente svincolabili, e, durante periodo avversi, ripiegari su beni come l’oro.

I broker binari ormai aumentano il deposito minimo

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Agli inizi, quando ancora nessuno aveva mai sentito parlare di opzioni binarie, almeno per quanto riguarda l’Italia, basso era il numero dei broker di opzioni binarie. Poi il boom, quindi tante società iniziarono a spuntare come funghi, e l’offertà si ampliò.

Ma più offerta si tradusse in maggiore concorrenza, così, per accaparrarsi alcuni clienti, certi broker decisero di puntare sulla formula: deposito minimo basso, più utenti registrati.

Effettivamente questo sistema funziona, broker come Topoption hanno acquisito migliaia di clienti con il deposito minimo di 100$. Tuttavia, acquisire clienti da 100$ significa anche acquisire clienti mordi e fuggi, ovvero i tipici utenti che pensano di diventare ricchi partendo da 100$, ovviamente, una volta entrati nel pieno dell’azione, e perso il capitale iniziale, scompaiono rinunciando ai sogni di gloria.

Questi sono gli utenti peggiori per ogni broker, sapete perché?

Perché sono solamente un costo.

Ogni broker non può pensare che gli utenti si registrino in automatico, devono spendere denaro, e pure tanto, in pubblicità. La pubblicità può essere di vario genere, tramite banner, tramite annunci sponsorizzati come quelli molto conosciuti di Google adsense, tramite le affiliazioni pay per sales, e via discorrendo.

Se per ogni cliente acquisito si spendono 200$, e poi questo perde i 100$ depositati e scompare, appare evidente che la perdita netta del broker sarà di 200$ – 100$ = 100$.

Continuare in questo modo non è possibile, quindi, bisogna dare una sterzata alla propria attività. O si trovano dei traders che dopo aver iniziato con 100$ incrementano il capitale in seguito, oppure si innalza il deposito minimo onde evitare di investire su traders ad elevato costo.

Visto che personalmente mi occupo di opzioni binarie, perché io come voi sono un trader, mi sono permesso di porre questa domanda all’assistenza di uno dei tanti broker che ha messo in pratica la formula dell’aumento del deposito minimo. Nello specifico, il broker a cui ho domandato ha innalzato il deposito portandolo da 100$ a 200$.

La risposta che mi è stata data è questa: Abbiamo molti costi di gestione, ogni nostro cliente è un capitale e vogliamo assicurare allo stesso una eccellente permanenza. Questo per dire che non si possono permettere di mantenere traders di basso livello, quelli troppo inesperti e con le tasche vuote.

Beh, mi sembra giusto e corretto, d’altra parte non è pensabile di iniziare a fare trading con qualche euro in tasca, il money management dovrebbe insegnare qualcosa.

Perchè è importante diversificare gli investimenti

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Una volta qualcuno mi disse, i soldi, averli o non averli è sempre un problema. Mai una frase del genere fu così vera. Nella vita, quando si parla di denaro si parla di problemi, o perché questo manca, oppure perché non si conoscono modi per farlo fruttare o per non farne perdere di valore.

Beh, chi non possiede denaro in più rispetto alle esigenze periodiche non ha il problema di come impiegarlo, ha solo il problema di non possederlo. Dall’altraparte vi sono poi quei risparmiatori ed imprenditori, che per loro fortuna o bravura, dispongono di maggiori somme di denaro, tolte le necessità i vizi e gli sfizi, gli rimane comunque troppo denaro non utilizzato.

Come impiegare questa parte di denaro?

Bisogna necessariamente investirlo, oppure tenerlo sotto il materasso. La prima formula è quella più oculata, la seconda la lasciamo a chi ritiene che tenere il denaro in forma liquida sia una ottima scelta strategica.

La prima regola fondamentale è diversificare.

Diversificare significa investire le proprie disponibilità monetarie in diverse forme di investimento. Ad esempio, sulla base della propria propensione al rischio, si può scegliere di investire in titoli di stato, obbligazioni, azioni oppure prodotti ad alto rendimento e rischio. Inoltre si può decidere di investire su immobili, su beni come l’oro e i diamanti, sulle pietre preziose, sui beni di elevato valore economico come quadri d’autore.

Ciò che importa è evitare di impiegare tutto il denaro su un solo prodotto. L’oro cambia di prezzo e segue l’andamento dell’economia globale, a volta si deprezza, ma sicuramente non crolla, anzi, in situazioni di crisi aumenta sempre il suo valore.

I titoli di stato sono sicuri, o quasi, ma pagano poco, tuttavia, meglio possedere titoli facilmente vendibili che carta moneta sotto il mattone. Ovviamente è bene affidarsi ad un buon consulente, cioè ad un soggetto che sia bravo nel pianificare ed organizzare investimenti e patrimonio del risparmiatore.

 

Forex, dove investire nel 2015

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Anche se il 2015 è appena iniziato, e alcune delle sue strutture fondamentali non sembrano essersi ancora palesate con chiarezza (sarà così, presumibilmente, fino alla fine del mese di gennaio o alla prima decade di febbraio), è comunque già possibile cercare di ipotizzare quali possano essere alcune delle tendenze predominanti nell’anno in corso.

Partiamo da un dato di fatto: il 2014 è stato dominato dal dollaro che, sulla scia di un’ottima ripresa economica (pur con qualche incertezza sparsa lungo i suoi mesi) e sul comportamento piuttosto accomodante della Fed, è riuscito a prendere rapida quota contro le principali valute di riferimento (euro in primis) facendo aggiornare i relativi minimi alle controparti.

A nostro giudizio, almeno nella prima parte dell’anno, il dollaro potrebbe continuare ulteriormente la sua strada al rialzo, giocando anche sulla leva emozionale (e non solo!) determinata dal presumibile rialzo dei tassi di interesse di riferimento che la Fed sta valutando, scrollandosi di dosso il congelamento dei benchmark, pari a un livello compreso tra 0% e 0,25% dal 2006.

Ne deriva che nel primo semestre del 2015 (ma potrebbe essere così anche dopo) il dollaro dovrebbe continuare a mantenere una posizione di sostanziale forza contro la valuta unica europea, lo yen, la sterlina, il franco svizzero, ecco perché si ritiene consigliabile investire nel forex con tale valuta.

A proposito, l’euro. La valuta europea dovrebbe restare complessivamente molto debole, con significativi rischi al ribasso anche contro quelle valute che nei tempi non troppo remoti aveva saputo affrontare ad armi pari, o quasi. Il piano di quantitative easing che la Banca Centrale Europea sta ancora valutando, ma che appare essere quasi inevitabile, potrebbe scompaginare le carte sul tavolo, poichè significherà ammettere una politica monetaria piuttosto espansiva per almeno tutto il 2015 e il 2016.

Migliore potrebbe essere il destino dello yen. La valuta unica giapponese non ha dato grandi soddisfazioni agli investitori che avevano scommesso sul suo rialzo, ed è probabile che nel breve termine non vi siano grandi novità. Tuttavia, se il sentment dovesse peggiorare, e le borse iniziare a traballare in maniera più considerevole, lo yen potrebbe tornare a svolgere il suo ruolo di valuta rifugio.

In ogni caso, non crediamo che il futuro di breve termine possa essere molto differente da quanto riusciamo a riscontrare ad oggi. Riteniamo pertanto che le valutazioni effettuate ex post rispetto a quanto accaduto negli ultimi sei mesi, possano essere riproposte anche nel primo semestre 2015. Salvo, naturalmente, sorprese non certo escluse.

Cosa sono le medie mobili

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Le medie mobili sono un semplice strumento di analisi tecnica che analizza i dati dei prezzi generando un prezzo medio che viene aggiornato costantemente. La media viene rilevata in un determinato periodo di tempo, che può essere di 10 giorni, 20 minuti, 30 settimane o un periodo di tempo scelto dall’investitore in opzioni binarie. La capacità di potersi adattare a trading di lungo e breve termine è uno dei vantaggi offerti dallo strumento della media mobile.

Un altro importante vantaggio dell’utilizzare le medie mobili è quello di ridurre il “rumore” sul grafico. Osservando la direzione della media mobile si può avere un’ idea di come il prezzo si sta muovendo. Generalmente si può affermare che un’inclinazione verso l’alto indica che il prezzo si muove verso l’alto (o recentemente si è mosso in quella direzione), mentre un’inclinazione verso il basso indica che il prezzo si muove verso il basso. Quando vediamo che si muove lateralmente, è probabile che il prezzo si stia muovendo in un intervallo.

Inoltre, le medie mobili possono fungere da supporto e resistenza in modo tale che il prezzo rimbalza al di fuori di essa. In un trend al ribasso, la media mobile può anche agire come una resistenza, alla stregua di un soffitto che il prezzo tocca e ricomincia la sua discesa.

Come regola generale, possiamo affermare che se il prezzo è al di sopra della media mobile, il trend è rialzista. Se il prezzo è al di sotto della media mobile, la tendenza è ribassista. Poichè le medie mobili possono avere lunghezze diverse, possiamo averne una che indica una tendenza rialzista, mentre un’altra mostra una tendenza al ribasso. E’ importante tenere a mente questa caratteristica quando si usa questa strategia per investire in opzioni binarie.
Un aspetto importante da considerare è che se il prezzo del bene attraversa un periodo di oscillazioni, variando avanti e indietro, genera più segnali di investimento e segnali di inversione di tendenza. Quando si verifica questo, è consigliabile abbandonare l’uso delle medie mobili e passare all’utilizzo di un altro indicatore per cercare di chiarire qual’è la tendenza effettiva. Questo è il motivo per cui le medie mobili non sono adatte a situazioni di mercato con grande volatilità e fluttuazione dei prezzi.