Euro in lieve apprezzamento sui dati macro USA

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Sulla scia della pubblicazione dei dati USA di venerdì scorso, l’euro è salito, ma restando ben al di sotto della resistenza critica di 1,1340 e chiudendo sotto 1,1300 EUR/USD (massimo di giornata a 1,1317). L’abbandono del fronte rialzista richiederebbe in senso tecnico lo sfondamento di 1,1250 EUR/USD, livello che era stato raggiunto tra mercoledì e giovedì ma che alla fine ha retto bene, ricordano gli analisti ISP.

Sotto tal punto di vista, la riunione della Banca Centrale Europea di giovedì potrebbe non essere ancora lo spunto sufficiente per sfondare tale soglia: la maggioranza degli osservatori ritiene infatti che in tale occasione i termini della politica monetaria resteranno invariati dopo l’ampio stimolo di marzo. Continue reading

Sterlina ancora debole contro euro e dollaro

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La sterlina ha chiuso la scorsa settimana in debolezza, oscillando nella fascia 1,40-1,41 GBP/USD contro dollaro e 0,80-0,81 EUR/GBP contro euro. A peggiorare le previsioni di brevissimo sulla valuta britannica sono stati i dati di produzione industriale e manifatturiera usciti questa mattina, valutati in maniera molto negativa. Tuttavia, la reazione del cambio è stata contenuta se si considera il contesto generale sfavorevole.

Dunque, l’attenzione dovrà essere principalmente improntata su quel che accadrà la prossima settimana, con dati che potrebbero avere un impatto più continuativo sulla sterlina. Martedì usciranno infatti i dati di inflazione, attesi in salita, mentre giovedì ci sarà la riunione della Bank of England. I tassi resteranno fermi, ma saranno comunque importanti i verbali, per la valutazione che la BoE offrirà sugli eventuali effetti dell’incertezza per il referendum UE. Continue reading

Tassi Fed, economia USA verso la piena occupazione

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Che l’andamento del mercato del lavoro a stelle e strisce sia uno degli elementi maggiormente tenuti in considerazione dagli economisti della Fed per orientare la propria politica dei tassi è ben noto. Che tuttavia le buone notizie degli ultimi giorni possano effettivamente orientare verso l’alto la strada dei tassi, è un altro discorso: nonostante ottime notizie, infatti, difficilmente la Fed sceglierà di riprendere i ritocchi al rialzo già nella sessione di aprile, ritenendo invece più probabile un aumento a giugno. Continue reading

Previsioni BCE, tutto da rifare?

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Il presente non sembra offrire grandi certezze e, questo, la BCE dovrebbe averlo compreso piuttosto bene. Talmente bene che, sostanzialmente, gli scenari che erano stati tracciati appena due mesi fa sembrano essere tutti da rifare: la stima della crescita PIL in media di 1,7% nel 2016-17 sembra essere fantascienza, superata dal fatto che nell’ultimo periodo la crescita dell’economia area euro è stata di solo 0,3% t/t, con un trascinamento negativo di un decimo sulla stima 2016. Continue reading

Trading sui fondi, raccolta in calo a gennaio

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A gennaio la raccolta derivante dal risparmio gestito ha rallentato la sua corsa. Un rallentamento non certo inatteso, anche considerando il fatto che gennaio non è mai stato un mese facile per i mercati, e l’inizio del 2016 sembra aver confermato tale tendenza, garantendo all’industria italiana dell’asset management una raccolta positiva per 6,1 miliardi di euro, ben al di sotto degli 11 miliardi di euro che erano stati incassati a dicembre. Continue reading

Petrolio troppo basso, ecco perché le azioni soffrono

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Un petrolio quotato così poco è un bene o un male per gli investimenti e l’economia? La risposta è, invero, piuttosto difficile da formulare. Se infatti chi produce petrolio ha gravi problemi dal calo delle sue quotazioni in termini di mancati ricavi, è anche vero che – almeno sul breve termine – chi lo importa ha solo da guadagnare, in primis grazie a una bolletta energetica meno pesante. Continue reading

Nuova svalutazione per lo yuan, ora ai minimi dal 2011

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La Banca centrale cinese ha ulteriormente svalutato lo yuan, proseguendo in una strategia che dovrebbe – prima o poi! – condurla all’apertura ai mercati e alla velocizzazione delle riforme finanziarie. E quindi, nonostante non si tratti di una scelta inattesa, i mercati sono rimasti ancora una volta spiazzati dalla mossa del Governatore Zhou Xiaochuan, che ha traghettato la moneta di Pechino al minimo da cinque anni a questa parte.

Sul perché i mercati guardino con attenzione a un’evoluzione che sembra comunque tracciata, vi è tanto da dire. A cominciare dal fatto che, sebbene sia noto che la svalutazione è ormai un dato di fatto, è mantenerla e gestirla a costare troppo, soprattutto in un contesto in cui i diversi scenari onshore e offshore risultano ancora ampiamente divergenti. Continue reading

Investire nelle azioni: sì nel 2016, ma con cautela

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Investire nelle azioni? Si grazie, soprattutto nel 2016. Almeno così la pensa chi ha risposto al recente sondaggio condotto da Natixis Global Asset Management, che ha interpellato un vasto campione di investitori istituzionali, scoprendo che la maggior parte di loro si attendono che le azioni saranno l’asset class con le performance migliori nel 2016, con l’equity globale che farà meglio di quello statunitense e dei mercati emergenti.

Una convinzione che si basa su diversi fattori, e che probabilmente è rafforzata, negli ultimi giorni, dall’emergente valutazione che l’incertezza politica nel mondo (il biennio sarà un anno di elezioni in diverse parti del mondo, in primis gli Stati Uniti) e la modifica dei tassi di interesse renderà i mercati volatili. Continue reading

Forex, al via la settimana del rialzo tassi Fed

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Ha preso il via una delle settimane più importanti degli ultimi anni, in ambito Forex. Una settimana che riparte da dove avevamo lasciato il dollaro, venerdì scorso, con una flessione delle quotazioni ulteriormente penalizzata dai dati macro di chiusura, che per quanto positivi sono stati leggermente più bassi delle attese, e non hanno dunque aiutato le quotazioni della valuta verde in riferimento ai principali cambi con le controparti. Continue reading