Accordo greco (forse) più vicino, le Borse sorridono

L’accordo tra la Grecia e i suoi creditori è più vicino. Parola, almeno, del premier ellenico Tsipras e del suo punto di riferimento finanziario – per quanto ampiamente criticato – Varoufakis. In particolare, il ministro delle finanze greco ha addirittura stimato una tempistica utile per poter arrivare alla formalizzazione di un’intesa, prevedendo in una sola settimana la firma.

“Dopo lunghe e faticose discussioni, siamo alla stretta finale per siglare un accordo che sia favorevole per ambo le parti” – ha inoltre affermato il premier Alexis Tsipras agli industriali. Tutto bene, dunque? Non proprio. O almeno così sembra. Qualche ora prima delle positive dichiarazioni da parte dei vertici ellenici, infatti, il commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici, sosteneva semplicemente che “ancora non ci siamo” in merito a un accordo, e nonostante Angela Merkel e Francois Hollande, in maniera congiunta, abbiano chiesto di accelerare le trattative, affinchè una soluzione possa essere trovata entro e non oltre la fine del mese di maggio.

Insomma, la verità sembra essere – come sempre – ben più complessa di quanto suggerirebbero le indicazioni da parte della coppia TsiprasVaroufakis. Ma niente, in effetti, esclude il fatto che si possa arrivare a un’intesa nel vertice europeo di Riga, in svolgimento tra il 21 e il 22 maggio, o magari poco dopo, in tempo utile per scongiurare nuovi problemi di liquidità da parte di Atene.

Che si tratti o meno di un auspicio realizzabile, i mercati finanziari sembrano reagire positivamente, tanto che Milano riesce a chiudere in rialzo del 2,22%, sullo stesso tenore di Francoforte, e precedendo Parigi e Atene.

Per quanto concerne lo spread, il differenziale tra i rendimenti dei Btp e i Bund si è ristretto nuovamente, conducendosi ora in area 120 punti, e comprimendo il rendimento dei Btp decennali all’1,8%.

Per quanto infine riguarda il fronte macroeconomico, l’Eurostat ha confermato come l’inflazione annuale nel mese di aprile sia stata pari a 0%, dopo lo – 0,1% di marzo. Nel Regno Unito invece inflazione in rialzo dello 0,2% mensile, e calo dello 0,1% a marzo (una flessione che oltre Manica non si vedeva addirittura da 55 anni). A livello di Eurozona, a marzo surplus nel commercio dei beni con il resto del mondo pari a 23,4 miliardi di euro, rispetto ai 16,1 miliardi di euro di appena un anno prima. Dall’altra parte dell’Oceano, negli Stati Uniti, il numero dei nuovi cantieri avviati ad aprile è cresciuto del 20,2% .

Ad ogni modo, nel corso dei prossimi giorni si saprà se i mercati avranno o meno ragione. Converrà attendere?

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