Category: Tradizioni

Boccadifalco: recuperata una piccola “Edicola Votiva”

 

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo nobile gesto per i devoti del quartiere di Boccadifalco.

edico lavotivaCrediamo che sia da segnalare questo piccolo gesto, non è qualcosa che forse può colpire , ma è un evento che nella sua semplicità può dare il segnale dell’interesse e dell’attenzione verso il Nostro Quartiere, in un quartiere dove ogni giorno nascono tanti disagi.

In maniera volontaria , silenziosamente, e senza fare manifesti di piazza un nostro concittadino ha voluto che si rifacesse questa piccola Edicola Votiva, che da anni versava in pessime condizioni.

Si trova in Via Boccadifalco, ha quasi 100 anni, accudita con amore da generazione in generazione, all’inizio vi era posta una piccola statua raffigurante L’ ecce Homo, fatto in carta pesta; ma anni fa in una notte alcuni Balordi hanno rubato oltre l’ Ecce Homo di questa Edicola, anche delle statue poste nelle piccole cappelle della Chiesa Madre di Boccadifalco – S. Gregorio Papa, e non contenti i delinquenti hanno tagliato la testa della statua di Barone Turrisi, posta nell’omonima Piazza.

Dopo il furto I Concittadini di Boccadifalco hanno posto dentro l’Edicola Votiva una Piccola statua raffigurante la Madonna.

La notizia l’abbiamo potuta divulgare, con il benestare dell’interessato, che naturalmente rimane anonimo.

Itinerario di arte e storia nella Mesquita e nella Guzzetta

 

Itinerario di arte e storia nella Mesquita e nella Guzzetta - Realizzazione di Associazione Culturale Archikromie
sabato 6 aprile 2013 dalle 10.00 alle 13.00
info e prenotazioni ad archikromie@gmail.com o al 327 4532153

Nella città cosmopolita di Palermo, dove fino al XV secolo convivevano diverse etnie, prevalentemente composte da musulmani e cristiani, ogni quartiere rispondeva ad una precisa funzione politica e sociale. La comunità ebraica, presente in Sicilia già dall’epoca romana, fu una delle comunità più consistenti, che visse in mezzo ai cristiani, sia pure con l’obbligo di contraddistinguersi.
Essi rimasero fino al 1492, quando Re Ferdinando “il cattolico” li scacciò da tutti i territori sottoposti al dominio spagnolo. Della loro esistenza si ha notizia sin da quando, nel 590, il papa Gregorio Magno ordinò alle autorità ecclesiastiche di restituire i beni tolti agli ebrei durante il lungo periodo di persecuzione.
I primi nuclei giunsero dopo il 63 a.C. anno in cui Pompeo espugnò Gerusalemme e a questi se ne aggiunsero altri 97.000 circa dopo il 70 d.C. anno in cui Gerusalemme fu distrutta da Tito.

chiesa5L’ITINERARIO prende avvio da Piazza Casa Professa alle ore 10.00 e si snoderà attraverso le vie dell’antico quartiere degli ebrei Harat-Al-Yahud: esso si estendeva a nord fino a via dell’Università e la Discesa dei Giudici; a sud era delimitato dalle vie Ponticello e Calderai; ad ovest dalla Piazza Casa Professa e ad est giungeva fino a via Lattarini. Fino al 500 esisteva una Porta Giudaica abbattuta per far posto alla chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Nel bel mezzo della zona dove nel Medioevo brulicava di vita il quartiere ebraico (Harat al Yahud), e che qualche secolo dopo sarebbe stata tagliata dalla via Maqueda, c’erano due bagni rituali. Uno dietro la sinagoga, poi distrutta per far posto alla chiesa di San Nicolò da Tolentino, l’ altro, il più antico, sotto il chiostro di Casa Professa, vicino a dove un tempo scorreva il Kemonia o “fiume del maltempo”. Dopo essere stato a lungo interpretato come luogo di sepoltura bizantino o “stanza dello scirocco”, la sua vera natura è stata infine riconosciuta senza tema di dubbio da due esperti di cultura ebraica, David Cassuto e Nicolò Bucaria.
Vicino alla Via Calderai, dove dopo più di 500 anni sono sopravvissuti alcuni dei mestieri tradizionali che negli stessi luoghi praticavano gli ebrei di Palermo, si apre l’arco della Meschita. All’architettura di una sinagoga si ispirò alla fine dell’ Ottocento l’architetto Damiani Almeyda nell’ ideazione dello splendido Archivio Comunale che ancora si ammira nella omonima Piazza della Meschita, cioè sinagoga, così chiamata perché era stata una moschea. Là vicino c’erano un tempo anche gli altri elementi tipici di ogni quartiere ebraico: il macello, dove avveniva la macellazione rituale kasher secondo i rigidi dettami della religione ebraica, l’ospedale dei poveri e dei forestieri, e il cimitero che si trovava subito fuori Porta Termini. La scoperta dei bagni nei sotterranei di Casa Professa colma una lacuna nell’affascinante storia ebraica di Sicilia.

Lo studio della storia è essenziale per capire la società in cui viviamo, l’uomo, i rapporti, come si sono sviluppate certe strutture, certe mentalità, non solo in ambito locale, ma europeo, internazionale. Oggi giorno è difficile, molta gente crede di conoscere la storia, è una materia molto inflazionata. Ma conoscere la storia, senza pregiudizi ideologici è molto difficile, ma è importante perché ci aiuta a capire il presente, ed è indispensabile. Anche il tema che Archikromie Cultura intende trattare è di grande attualità.
Lo studio di come si sono sviluppati certi eventi nel tempo è indispensabile per capire quello che sono arrivati a essere oggi, anche in ambito europeo ed internazionale, per arrivare a delle soluzioni condivisibili da un punto di vista storico culturale e non ultimo sociale.
Noi ci proviamo con umiltà e passione per lasciare un segno della nostra presenza sul territorio e contribuire al bene comune.