Category: SALUTE

TUMORI: Medicina personalizzata, un sogno che si avvera?

 

di Biagio Agostara e Giuseppe Carruba

Senza dubbio, i tassi di mortalità per tumori sono in calo costante a partire dalla fine degli anni ’90 nei paesi occidentali. Questa favorevole tendenza si basa essenzialmente su due motivi principali: a) il miglioramento degli strumenti diagnostici per la diagnosi precoce, b) l’aumento delle opzioni terapeutiche per i principali tumori umani.

Purtroppo, i tassi di incidenza per la maggior parte dei tumori sono ancora in aumento, con il risultato di un significativo sovradimensionamento del problema cancro nei prossimi decenni in tutto il mondo. Di conseguenza, questo fenomeno determinerà un enorme aumento dei costi del sistema sanitario che sarà costretto a prendersi cura del maggior numero di lungo-sopravviventi malati di cancro che si possa immaginare. Questa allarmante condizione si troverà inevitabilmente in conflitto con la sempre maggiore scarsità di finanziamenti pubblici e/o privati destinati alla ricerca ed alla clinica in oncologia.

Se, da un lato, la necessità di definire e implementare efficaci misure di prevenzione tumorale è inderogabile per fermare o addirittura invertire la tendenza al continuo aumento di incidenza del cancro, anche se difficile da realizzare utilizzando strategie integrate sulle popolazioni di grandi dimensioni, i progressi nella diagnostica e nel trattamento dei tumori dovranno consentire di ridurre ulteriormente i tassi di mortalità per cancro, soprattutto nei paesi occidentali, nei prossimi anni.

Al giorno d’oggi, l’intervallo di tempo necessario per l’applicazione clinica dei dati ottenuti sia nella ricerca oncologica, di base o traslazionale, è diventato sempre più breve, tuttavia siamo ancora lontani dal sogno di una medicina personalizzata. Come illustrato nella figura seguente, le opzioni terapeutiche per i pazienti oncologici si sono drasticamente modificate nel corso degli anni.

All’inizio del 19° secolo, solo la chirurgia e la radioterapia potevano essere utilizzate per trattare solo una limitata percentuale di pazienti affetti da cancro.

A partire dalla fine anni ’50, sulla base di dei risultati ottenuti nella ricerca sul cancro, sia di base che e clinica, si sono sviluppate nuove opportunità di trattamento, inclusi farmaci ormonali e agenti farmacologici che danneggiano il DNA.

Quasi 50 anni dopo, l’avvento di tecnologie basate su microarray, insieme alla definizione sempre migliore dei pathway tumorali e allo sviluppo della epigenetica del cancro, ha portato ad identificare agenti diretti contro specifici bersagli molecolari o capaci di interferire in circuiti critici di segnalazione delle cellule tumorali. Come risultato, gli oncologi clinici possono oggi scegliere e indirizzare i pazienti oncologici verso specifiche forme di trattamento sulla base di caratteristiche biomolecolari selezionate in gruppi o sottogruppi di tumore. Sfortunatamente, questa strategia mirata ha, in media, solo il 30-40% di successo terapeutico, nel suo complesso.

Questo risultato deludente è essenzialmente il risultato della complessità intrinseca delle reti che regolano la biologia ed il comportamento delle cellule normali e tumorali. Molti meccanismi diversi (tra cui bypass, percorsi alternativi, feedback negativi e molti altri) possono a loro volta vanificare l’impatto biologico di terapie mirate, essendo responsabili del loro fallimento terapeutico.

Tuttavia, è naturale attendersi che, nel prossimo futuro, i profili biomolecolari (attraverso la genomica, la proteomica, la metabolomica, l’interattomica) dei singoli tumori potrebbero finalmente consentire di disegnare ed implementare strategie terapeutiche più complete dirette contro obiettivi multipli, specifici per i singoli pazienti. Come dato di fatto, dopo più di un secolo, stiamo per dar corso alla iniziale teoria della “pallottola magica” che Paul Elrich aveva brillantemente previsto già nel 1897.

Se ne parlerà a “Progetto Amazzone 2012″, IX Biennale internazionale “Corpo e cancro. Le battaglie della memoria” - Palermo 13-17 novembre 2012. Teatro Nuovo Montevergini-Palazzo Steri.

INFO: www.progettoamazzone.it

PROGETTO AMAZZONE 2012: “Corpo e cancro. Le battaglie della memoria”

 

Al via il programma della nona edizione biennale del Progetto Amazzone, ideato e diretto da Anna Barbera e Lina Prosa, con l’organizzazione dell’associazione Arlenika onlus. 

Anche in questa edizione dal titolo “Corpo e cancro. Le battaglie della memoria”, il progetto rinnova l’appuntamento con artisti, scienziati, studiosi di aria umanistica e scientifica per continuare una riflessione multidisciplinare sulla malattia e sul cancro al seno da cui scaturiscono le interrogazioni più importanti sulla condizione umana.

Il programma, dal 13 al 17 novembre, 2012, si articola fra il Teatro Nuovo Montevergini e Palazzo Steri (piazzetta Montevergini e piazza Marina).

Il filo conduttore di quest’edizione è la Memoria a cui è indissolubilmente legata la problematica della sopravvivenza in tutti i suoi aspetti: biologici, culturali, storici. Mentre il titolo generale “Cancro e Corpo. Le battaglie della memoria” in adesione alla triade del Progetto Amazzone, Mito, Scienza, Teatro, mette insieme il progetto teatrale “Ecuba&Company”, la duplice sezione di interventi “La memoria in conflitto” e “Scritture del corpo e della crisi”, la conferenza oncologica “Cancro e memoria. Pharmakon e Farmaci”.

Anche quest’anno il progetto Amazzone premia la cultura e la ricerca scientifica, attraverso due prestigiose personalità. Il Premio Susan Strasberg, mercoledì 14 novembre alle 18 al Teatro Nuovo Montevergini andrà all’attrice francese Carole Bouquet, mentre e il Premio Luigi Castagnetta, la mattina del giovedì 15 novembre a Palazzo Steri andrà allo scienziato inglese Mitch Dowsett.

Il programma oltre a portare in sé la sfida per una innovazione della cultura di approccio alla malattia, avviata dall’Associazione Arlenika onlus nel 1996, oggi motiva anche una resistenza “guerriera” del progetto Amazzone dinanzi alla morsa asfittica della crisi economica e al tracollo del sistema sociale che non regge più le spinte dell’impero del consumismo, dell’aggressione industriale dell’ambiente, dello scollamento tra politica, salute e progresso. Per cui oggi non gettare la spugna dinanzi alla mancanza di adeguati fondi economici è la scelta di non venire meno allo stesso credo legato alla lotta contro il cancro il seno: la valorizzazione delle risorse umane profonde, quelle nascoste nella parte buia dell’esistenza, sono l’antidoto contro ogni minaccia di distruzione, quindi è da queste risorse che nasce un processo di guarigione sia legato all’individuo che alla società.

Il cancro al seno è sin dall’inizio per il Progetto Amazzone una postazione di osservazione straordinaria sulle strategie comportamentali della cultura e della civiltà mediterranea: il seno, simbolo della maternità, attaccato dal cancro, riunisce nello stesso organo il conflitto tra l’inizio e la fine, la vita e la morte.

Per dare una rappresentazione alla pari della grandezza di tale questione il programma è dedicato alla foresta quale modello e visione emblematica della memoria come necessità. Si tratta dell’Amazzonia. Questa non solo si lega all’immaginario del Progetto, in quanto entrambi portatori del nome della mitica guerriera “Amazzone”, ma è il gradino massimo di quell’emergenza ambientale che oggi è la sintesi allo stesso modo delle cause di cancro e della distruzione del pianeta terra. La foresta è il crogiuolo della biodiversità, dove il connubio tra terra e cielo è ancora possibile attraverso il corpo umano e su questo il film “Xapiri” che tratta della tribù dei Yanomani e dello Sciamanesimo, getta una luce speciale.

Come dice lo studioso brasiliano Laymert Santos, “la foresta e il cancro hanno in comune l’eccesso. La prima deborda dai suoi limiti e non la puoi comprendere mai nel suo insieme. Altrettanto debordante è il cancro nella sua moltiplicazione cellulare. La scienza non ce la fa ad affrontare e risolvere il problema da sola. Non si può coinvolgere soltanto la mente in questa battaglia come tanta convegnistica mondiale fa, ma bisogna coinvolgere anche l’anima e questo può farlo il Mito, ma è possibile solo in presenza di chi ha memoria”.

Il programma: 13-17 novembre 2012

Teatro Nuovo Montevergini
martedì 13 novembre ore 21
mercoledì 14 novembre ore 20
giovedì 15 novembre ore 20

ingresso gratuito

“Ecuba&Company”
Cantiere Euripide-Primo Studio Scenico
Drammaturgia su testi di Euripide
Di Lina Prosa
Regia di Massimo Verdastro

Con
Stefania Blandeburgo, Sara Donzelli, Valeria Sara Lo Bue,
Miriam Palma, Rori Quattrocchi, Giuseppe Sangiorgi,
Valerio Strati, Massimo Verdastro, Onofrio Zummo,

Coro
Anna Badalamenti, Enrichetta Bevelli, Angela Aiola,
Maria Teresa Di Pasquale, Maria Rita Foti, Rosaria Pandolfo,
Anna Riina, Margherita Tezza, Franca Zangara Rosalia Zangara.

“Ecuba&Company” è il primo studio scenico di un progetto intorno e su Euripide di Lina Prosa e Massimo Verdastro chiamato « Cantiere Euripide ».

Ciò che accade in questo primo studio scenico è semplice: una compagnia teatrale sta provando l’Ecuba di Euripide. Ma un evento inatteso e fuori dal comune, cambia le regole del gioco e amplifica lo stesso mondo drammaturgico dell’autore greco, modificando la direzione del lavoro e il senso del teatro stesso. La sorpresa vale una promessa a chi ci sarà!
Perché Euripide? La materia drammaturgica euripidea è un terreno speciale da cui l’animo umano non ha mai smesso di far sentire le sue risonanze più nascoste. Ecuba e poi Clitennestra, Fedra, Elettra e tante altre figure tragiche non sono più personaggi nel senso comune ma giacimenti di umanità che sostanziano la contemporaneità.

Questo primo mattone del Cantiere è frutto anche della composizione straordinaria della compagnia teatrale, in cui stanno insieme attori professionisti conosciuti al pubblico e la compagine femminile non professionistica del Teatro Studio Attrice/Non, gruppo di ricerca teatrale del Centro Amazzone.

Teatro Nuovo Montevergini
mercoledì 14 novembre dalle ore 9

Memoria in conflitto/Scritture del Corpo e della crisi/Les Fleures du Mal/Il Premio Susan Strasberg.
La giornata densa di spunti e riflessioni vede la partecipazione di studiosi di drammaturgia antica (Anna Beltrametti), di sociologia (Laymert Santos), di teatro (Rejane Reinaldo) di letteratura italiana (Jean–Paul Manganaro) che approfondiranno da più direzioni il rapporto tra corpo e memoria. Il percorso è molto articolato: dal corpo con i segni della tragedia greca al corpo mangiato nel mito antropofagico di Pentesilea e Achille, al corpo sciamanico accompagnato dalla proiezione del film “Xapiri” della Cinemateca Brasiliana, che riprende in maniera diretta la pratica della tribù Yanomami della foresta Amazzonica. Intorno alla scrittura rinnovatrice di Carlo E.Gadda di cui dà prova d’attore Massimo Verdastro con una interpretazione di “Eros e Priapo” si sviluppa il rapporto dell’artista con la “crisi”, intesa come “scelta” secondo l’etimologia greca. Artisti come Claudio Collovà, Alida Giardina, Giorgio Zorcù e Robarta Torre porteranno una loro testimonianza di lavoro dinanzi all’attuale periodo storico.

Conclude la maratona la consegna del Premio Susan Strasberg. Il premio, che da alcuni anni premia una personalità della cultura che sa coniugare arte e umanità, è assegnato a Carole Bouquet famosa attrice del cinema europeo. E’ Muriel Mayette, direttrice della Comedie-Francaise e presidente del comitato del premio a presiedere la cerimonia di premiazione.

Palazzo Steri
giovedì 15 novembre ore 9,

venerdì 16 novembre ore 15
sabato 17 novembre ore 9

Cancro e Memoria/Pharmakon e Farmaci
IX Conferenza scientifica sul tumore al seno.

Presidenti: Biagio Agostara, già Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’AORNAS-Civico e Giuseppe Carruba, Responsabile per la ricerca e l’internazionalizzazione, AORNAS-Civico

Il convegno oncologico, è un appuntamento importante con scienziati ed oncologi che fa il punto sulle conoscenze innovative riguardanti la ricerca e la cura del carcinoma della mammella. Secondo il principio di globalità del Progetto Amazzone che fa incontrare la sapienza umanistica con quella scientifica dinanzi all’ esperienza di frontiera che è il cancro, le giornate di studio prendono il via con una sessione multidisciplinare. In programma le relazioni di un antropologo (Antonino Buttitta) una sociologa (Barbara Duden) e un oncologo (Alberto Scanni).

Quindi 3 sessioni vedranno insieme ricercatori ed oncologi impegnati su argomenti centrali quali:
- Macroambiente, microambiente e cancro: dalla genetica all’epigenetica
- Comprendere la complessità del cancro: eterogeneità e progressione tumorale
- Dalla ricerca alla clinica: sviluppi nel management del paziente oncologico

Ogni sessione di lavoro si chiude con una sintesi degli argomenti trattati a favore degli studenti universitari dal titolo “La Farmacia di Asclepio: una lezione condivisa”.

Il premio “Luigi Castagnetta”, per la ricerca scientifica è assegnato quest’anno a Mitch Dowsett, direttore del Dipartimento di Biochimica del Royal Marsden Hospital di Londra, presente con una lezione magistrale dedicata al trattamento personalizzato della paziente. E’ Luca Gianni, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Ospedale San Raffaele di Milano, a presiedere la cerimonia di premiazione.
C’è un finale!
Interferenza femminile con natura.
Il programma generale viene chiuso da una performance delle donne del Teatro Studio Attrice Non-Centro Amazzone in omaggio alla Foresta Amazzonica e a richiamo alla necessità della memoria come simbiosi tra corpo e natura.
Alla manifestazione ha dato la sua adesione il Presidente della Repubblica.Patrocini istituzionali: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio, UNESCO-Italia, Comune di Palermo, Università degli Studi di Palermo.

Per maggiori informazioni: 091 6124003, info@progettoamazzone.it; www.progettoamazzone.it