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MESSINA: Oncologia, giovani ricercatori premiati dalla fondazione Carrozza – Pollicino

 

Sono due quest’anno i vincitori delle Borse di Studio della Fondazione Carrozza San Leonardo Pollicino, consueto appuntamento della Città per aiutare la ricerca scientifica, con particolare riferimento all’oncologia.

 

Alessandro Ilacqua (progetto “Sessualità e fertilità in pazienti affetti da tumore testicolare” e Giuseppina Rita Ricciardi (“Caratterizzazione biomolecolare dei tumori mammari triple negative”) si sono laureati in medicina con il massimo dei voti e la lode e sono stati valutati brillantemente dalla Commissione giudicatrice, presieduta dall’avv. Aurelio Wrzy, presidente della Fondazione, e composta dall’ex preside della Facoltà medica Emanuele Scribano, dall’endocrinologo e prorettore Francesco Trimarchi, dal dall’oncologo Giuseppe Altavilla e dal radiologo Giorgio Ascenti.

La cerimonia di consegna, avvenuta nell’Aula Magna del Rettorato il 13 dicembre scorso, gremita di ospiti e autorità, è stata presieduta dal rettore Francesco Tomasello; a consegnare i due assegni ai giovani ricercatori il neoprefetto di Messina Stefano Trotta e l’ex assessore regionale alla Salute Massimo Russo.

Le borse consistono in somme in denaro nell’ambito delle finalità della Fondazione, volute a sostegno dell’attività di ricerca e nel ricordo dell’avv. Francesco Pollicino, noto professionista messinese, la cui vita fu caratterizzata da rigore morale e semplicità al pari della moglie Michelina Carrozza di San Leonardo. Due personalità di valore, animate da profonda generosità; una coppia stimata che non avendo avuto figli ha destinato il cospicuo patrimonio a finalità scientifiche.

La Fondazione, portata avanti per diversi lustri dal compianto avv. Giuseppe Wrzy, padre di Aurelio ed esecutore testamentario dell’avv. Pollicino, anche per questa via offre un’opportunità in più per evitare la “fuga di cervelli” da Messina e agevolare chi, specializzato all’estero, medita di rientrare e proseguire nella sua città la carriera. Del Consiglio d’Amministrazione, oltre al presidente Wrzy, fanno parte il rettore Tomasello, il dott. Antonio Contarino (nominato dal Prefetto), la dott.ssa Paola Campo (nominata dal Presidente del Tribunale), il prof. Pierangelo Grimaudo (docente universitario di diritto pubblico, nominato dalla Regione).

ARCHITETTURA: PRUA DI NAVE IN VETRO COMPLETA LA FACCIATA DI UN EDIFICIO

 

UN’IMPONENTE “PRUA DI NAVE” IN VETRO, ALTA 18 METRI, E’ STATA REALIZZATA A MESSINA NEI PRESSI DI PIAZZA DUOMO A COMPLETAMENTO DELLA FACCIATA ESTERNA DI UN EDIFICIO CIVILE.

UN’OPERA ARCHITETTONICA INTERAMENTE FRUTTO DELL’INVENTIVA E DELL’INGEGNO IBLEO.

E’ alta 18 metri e per la sua realizzazione è stato necessario utilizzare ben 1000 metri quadrati di lastre monolitiche di vetro lavorate opportunamente in forni speciali con temperature che sfiorano gli 800 gradi.

E’ la particolarissima e imponente “prua di nave” interamente in vetro che è stata realizzata a Messina, in corso Cavour, proprio accanto a piazza Duomo, a completamento della facciata esterna di un edificio civile.

Un’imponente opera architettonica di raffinata e ricercata foggia, frutto interamente dell’inventiva e dell’ingegno ibleo. Sono stati gli operai specializzati della Gvi Glassworld di Ragusa, su progetto dell’architetto Pietro Giallongo, a lavorare il vetro che ha subito varie fasi passando dal temperato allo stratificato, dopo aver superato il test di rottura HST che permette di controllare le lastre anche in caso di differente escursione termica.

L’idea del progettista ragusano è stata quella di creare una “torre vetrata” che richiamasse l’idea di una prua di nave. Del resto, nell’immaginario collettivo Messina è il punto di approdo e di partenza per i siciliani, il luogo da cui, tramite il mare, ci si collega al resto d’Italia, una città-porto nella quale le imbarcazioni sono una presenza forte, visibili anche dalle strade, per questo la forma della prua di una nave si è rivelata essere la più idonea.

La complessità dell’intervento è stata nella scelta dei materiali e della forma, secondo una proposta del progettista condivisa dal committente ovvero vetro con una curvatura contrapposta. Un elemento architettonico assolutamente innovativo che ha previsto l’utilizzo del vetro temperato e stratificato al posto di telai in alluminio inizialmente ipotizzati in un progetto iniziale e che inevitabilmente avrebbero segnato pesantemente la facciata.

“Mantenendo il perimetro ormai realizzato e facendo riferimento alla mia esperienza pregressa nella progettazione di tensostrutture a membrana è nata l’idea di realizzare una facciata che derivasse da una costruzione geometrica simile alle membrane quindi con curvatura contrapposta – spiega l’architetto Giallongo – Un’idea assolutamente stimolante ma al quanto complessa. Mi rendevo conto delle difficoltà ma più ci lavoravo e più mi convincevo che era fattibile, nonostante qualche dubbio. Alla fine è stata la scelta che abbiamo deciso di sviluppare”.

Le membrane derivano dalla definizione di una mesh poligonale costruita in modo tale da creare una doppia curvatura. Da qui il progetto e la successiva realizzazione con la creazione di una struttura portante non invasiva, leggera, con profili esili in modo da ottenere anche dall’interno una visuale ottimale.

“Dopo diverse giornate di studi e di prove di calcolo ho tirato fuori una forma antropomorfa, un puntone reticolare, un po’ come fosse uno sterno umano – spiega ancora l’architetto Giallongo – posto sull’asse di simmetria a cui attaccare 6 traverse orizzontali per lato costituite da un profilo ad L anteriore mentre dietro si è scelto un sistema di puntoni messo in tensione da un cavo orizzontale, mentre i carichi verticali sono stati portati da cavi appesi alle travi di sommità”. Per i sistemi di fissaggio e connessione del vetro, sono stati progettati elementi in acciaio inox 316 o acciaio zincato, appositamente realizzati con macchine a controllo numerico. La vetratura è costituita da due vetri forati nei punti di connessione, temperati e stratificati. Uno dei due vetri è un vetro selettivo di colore verde. “E’ stato un lavoro molto delicato che ci ha impegnati in modo particolare ma che alla fine ci ha dato tante soddisfazioni – spiega Delia Ruggieri della Gvi Glassworld di Ragusa – Era decisamente complesso l’intervento che ci ha richiesto l’architetto Giallongo ma come sempre non ci siamo scoraggiati e assieme ai nostri tecnici specializzati e all’uso di moderne apparecchiature, abbiamo lavorato il vetro secondo i vari differenti e delicati, ma al tempo stesso necessari, procedimenti. Dalle lastre monolitiche vanno create le forme occorrenti, in questo caso dei triangoli da assemblare, per poi passare al processo di tempera ed infine a quello di stratificazione dopo 12 ore in forno a 800 gradi. Per offrire maggiore resistenza e più sicurezza, abbiamo accoppiato due vetri da 10 millimetri ciascuno oltre a realizzare gli accessori per collegare tra loro i vari vetri fino a creare la facciata nella sua interessa. Altrettanto complessa, dopo la produzione del vetro, è stata la fase di installazione che ci ha visti impegnati a Messina con le nostre squadre specializzate e con l’uso di una specifica piattaforma di sollevamento. Alla fine la città siciliana può contare su un’opera architettonica imponente che tra l’altro ben si coniuga alla vicina piazza Duomo, ogni giorno meta di tantissimi turisti”.