Dati macro in miglioramento spingono in ripresa le Borse

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Borse europee in ripresa dopo la pubblicazione di qualche dato macroeconomico che ha fornito il giusto sollievo alle aspettative di mercato. in particolar modo, l’indice Zew ha mostrato qualche sviluppo positivo, con l’indagine congiunturale sulla fiducia nell’economia in Germania che ha evidenziato un indice a 0,5. Gli economisti scommettevano su un rialzo leggermente più consistente dopo il grave flop del mese precedente (quando l’indice scese di 6,8 punti), a sua volta successivo al forte incremento di 19,2 punti di giugno (un chiaro sintomo della volatilità di periodo sui mercati finanziari, contraddistinta dalle attese e dagli effetti del voto a favore della Brexit).

Tra gli altri dati macroeconomici di rilievo, sviluppo positivo anche per l’indice sulla situazione corrente del Paese che è salito a 57,6 punti dai 49,8 punti di luglio. In concomitanza con quello dell’indice tedesco, luglio ha visto un vero e proprio crollo drastico anche dell’analogo indice italiano a -19 punti da 15,9 punti di giugno.

Ancora, si segnala un miglioramento della bilancia commerciale dell’Eurozona, che nel mese di giugno ha potuto riscontrare un surplus di 29,2 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 25,5 miliardi di euro che erano stati registrati nello stesso mese del 2015. Sempre nel mese di giugno, infine, le esportazioni sono salite dello 0,5 per cento mese su mese e le importazioni dell’1,5 per cento mese su mese.

In particolare positivo spolvero, dopo la pubblicazione di tali dati, sono stati alcuni dei principali titoli del comparto energetico. Tuttavia, secondo una buona parte degli analisti, l’ondata di acquisti che si sarebbe verificata nel settore dei servizi per l’industria dell’oil&gas sarebbe stata principalmente sostenuta dal trend di aumento dell’attività di trivellazione confermata dagli ultimi dati diffusi venerdì da Baker Hughes.

In maniera più dettagliata, Baker Hughes ha affermato che il numero delle trivelle petrolifere che risultano essere attive negli Stati Uniti è salito per la settima settimana di fila, e per l’undicesimo incremento consecutivo se si considerano anche gli Stati Uniti e il Canada. Il report pubblicato dal gruppo di servizi petroliferi evidenzia altresì che i pozzi sono aumentati di 15 unità a 396, con un vero e proprio boom che, tuttavia, impedisce al dato di avvicinarsi al picco di 1.609 unità che fu raggiunto nell’ottobre del 2014.

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