Dollaro apre settimana debole: rimane incertezza su rialzo Fed

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Il dollaro ha aperto la nuova settimana di negoziazioni con un atteggiamento caratterizzato da una evidente debolezza, e portandosi dunque lievemente sotto i minimi raggiunti lo scorso venerdì. Come ben noto, e come più volte abbiamo ripetuto sul nostro sito, in questa fase dove permane incertezza sul timing del primo rialzo Federal Reserve, affinché il biglietto verde possa risalire è necessario che arrivino segnali molto positivi dai dati USA.

Pertanto, la situazione sembra essere molto chiara: il quadro piuttosto incerto sul fronte delle politiche monetarie della Federal Reserve, con evidente aleatorietà circa la possibilità di incrementare i tassi di interesse di riferimento già ad ottobre, piuttosto che a settembre, sta condizionando le scelte degli operatori, i quali puntano ora a comprendere se il quadro diverrà realmente più favorevole in seguito a concreti miglioramenti degli elementi endogeni.

Anche i membri Fed favorevoli ad avviare la svolta quest’anno, d’altronde, non hanno fatica ad ammettere che la decisione finale resta comunque dipendente dai dati. Lo scenario centrale rimane di apprezzamento del dollaro in concomitanza con il rialzo dei tassi. Se pertanto questo dovesse essere rinviato all’anno prossimo il biglietto verde scenderebbe ancora dai livelli attuali. Si tratta comunque di uno scenario non troppo prevedibile, mantenendo invece posizioni di maggiore probabilità nei confronti di un rialzo a ottobre o, più probabilmente, dicembre.

Nell’attesa, si riscontra come ieri dalla Fed Lockhart abbia ripetuto di essere favorevole a un rialzo quest’anno, mentre Brainard abbia espresso una preferenza verso una mossa un po’ più avanti, in attesa che il quadro si chiarisca meglio. Il dollaro di fatto non ha reagito a tali dichiarazioni. Oggi – ricordano gli analisti ISP – sarà la volta di Bullard, ma per l’impatto di mercato potranno essere più rilevanti domani i dati sulle vendite al dettaglio e giovedì l’inflazione.

Dunque, ancora una volta è necessario guardare con attenzione al calendario macroeconomico USA, che nei prossimi giorni potrebbe fornire qualche ghiotta indicazione per cercare di capire quale sarà l’evoluzione degli elementi che la Federal Reserve assumerà come fondamentali per orientare le proprie decisioni. Attualmente, pur nel permanere di una situazione di evidente necessità d’attesa, è possibile ipotizzare come principale la scelta di incrementare i tassi di riferimento nell’ultima seduta utile per l’anno (dicembre) e secondariamente in quella di ottobre. Rimane invece minoritaria l’ipotesi di rinviare il rialzo al 2016.

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