Dollaro consolida le posizioni

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Il dollaro sta consolidando le proprie posizioni su livelli che sono vicini ai massimi di lunedì scorso (massimi che, a loro volta, erano stati abbandonati nel “lontano” mese di marzo, momento dal quale il dollaro iniziò una fase altalenante, all’interno di un più ampio trend discendente).

Tra i dati più importanti della scorsa settimana, utili per orientare l’attuale comportamento della valuta verde, segnaliamo come la fiducia dei consumatori abbia parzialmente deluso, mostrando una flessione contro le attese di aumento da parte della maggior quota di analisi: tuttavia, da qui in poi il calo del biglietto verde è stato l’occasione per rientrare. Il sentiment di mercato sembra orientato favorevolmente al dollaro in prospettiva di un employment report di domani che è atteso positivo, e che dovrebbe fornire il giusto slancio alle quotazioni della valuta verde.

Se infatti l’employment report non deluderà la attese, il biglietto verde dovrebbe chiudere un’altra settimana al rialzo o perlomeno in consolidamento, rispetto alle principali valute controparti.

Spostandoci dall’altra parte dell’Atlantico, l’euro negli ultimi giorni si è mantenuto all’interno di una fascia intorno a 1,1150 EUR/USD, con prospettive potenzialmente rialziste, deluse dal fatto che il cambio non è riuscito a superare la soglia di 1,1170 EUR/USD dopo la pubblicazione dei dati – deludenti – relativi all’indice di fiducia USA.

Per quanto concerne i prossimi appuntamenti, l’imminente riunione della Banca centrale europea dovrà avere esclusivamente un carattere di natura interlocutoria, visto e considerato che non dovrebbero essere annunciate nuove misure, né verranno dettagliate quelle già in corso. Tuttavia, questo non significa che la riunione sarà priva di spunti, considerato che al uso interno avrà luogo l’atteso aggiornamento dello scenario di mercato. Le previsioni di crescita dovrebbero restare sostanzialmente invariate, mentre quelle di inflazione potrebbero essere riviste moderatamente al rialzo per il prossimo biennio. Se così fosse, i dati emersi dall’istituto banchiere centrale potrebbero fornire un buon supporto all’euro, anche se è praticamente escluso che possano avverarsi movimenti rialzisti importanti e degni di nota. È infatti presumibile che la Bce possa mantenere toni cauti sulle prospettive macroeconomiche, per prevenire reazioni eccessive dei mercati di fronte a eventuali revisioni verso alto del profilo di inflazione.

Si tenga infine conto che la chiusura di settimana propone la pubblicazione del già ricordato employment report USA, le cui indicazioni dovrebbero alla fine prevalere su quelle derivanti dalla BCE. Manteniamo pertanto un’opinione di tendenziale rafforzamento del dollaro nel brevissimo termine.

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