Dollaro in apprezzamento sui dati delle vendite e di fiducia

Nel corso delle ultime ore il dollaro si è nuovamente apprezzato, aiutato – come già accaduto venerdì scorso – da alcuni elementi macroeconomici. Nella fattispecie, il supporto è stato fornito dai dati degli ordini di durevoli, vendite di case e fiducia dei consumatori, risultati tutti migliori del previsto. Dunque, si rafforza l’ipotesi che la prestazione deludente del primo trimestre sia del tutto temporanea, e che dunque già nel secondo trimestre si possa osservare una solida ripresa.

In ogni caso, i guadagni riscontrati nel corso degli ultimi giorni potrebbero venire – almeno in parte – erosi sui dati del prodotto interno lordo di venerdì, che dovrebbero mostrare una revisione verso il basso. La tendenza sottostante al rialzo del biglietto verde non dovrebbe comunque essere compromessa.

Di contro, l’euro ha proseguito la sua strada di calo. Un decremento più corposo potrebbe invece presentarsi con l’employment report della prossima settimana (5 giugno) se i dati statunitensi si riveleranno ampiamente positivi. Sul fronte Grecia, invece, i negoziati tecnici che sarebbero dovuti ripartire già due giorni fa sono ripresi solo ieri, ma da questo fronte non ci attendiamo novità eclatanti.

Per quanto attiene la sterlina, rileviamo una flessione contro dollaro, ma meno dell’euro. La valuta britannica non sembra aver beneficiato dell’indagine positiva CBI sul retail, sorprendentemente al rialzo. Riscontriamo altresì che vi è ancora spazio di recupero domani sui dati di Pil, che dovrebbero mostrare una revisione verso l’alto nel 1° trimestre.

Infine, un ultimo cenno su una valuta che spesso “sottovalutiamo”, il dollaro canadese. La Bank of Canada, recentemente riunitasi, ha lasciato intendere che l’intervento del taglio dei tassi a sorpresa di gennaio è stato isolato, perché le ricadute negative del passato calo del petrolio sull’economia domestica sono state minori del previsto. Dunque, appare probabile che anche alla riunione odierna venga ribadito un moderato ottimismo sulle prospettive di crescita e inflazione: una situazione che potrebbe far recuperare leggermente il dollaro canadese dopo la correzione degli ultimi giorni.

Chiudiamo con la correzione dello yen, intorno a 123 USD/JPY. Anche in questo caso, una modifica delle quotazioni potrebbe riscontrarsi venerdì, con l’uscita dei dati Pil USA. La possibilità che il calo si estenda potrebbe ripresentarsi la prossima settimana – un po’ come avviene con l’euro – se i dati che verranno pubblicati il 5 giugno in relazione all’employment report dovessero essere più positivi del previsto.

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