Dollaro in ripresa, euro e sterlina in correzione

federal reserve

Dopo un avvio di settimana in flessione, il dollaro ha dimostrato di saper invertire la rotta, con una salita che potrebbe proseguire anche domani, a patto che i dati sul mercato del lavoro USA possano mostrare quell’ulteriore miglioramento che la Federal Reserve pone come condizione necessaria (anche se non sufficiente, come abbiamo visto in occasione dell’ultima riunione FOMC, dove a prevalere sono state le influenze esterne agli States) per poter procedere con il primo rialzo dei tassi.

Quanto sia importante l’employment report di domani lo sanno d’altronde tutti gli investitori e, soprattutto, gli stakeholders che ieri hanno assistito le evoluzioni del mercato sugli occupati ADP, aumentati un po’ più delle attese, ma non in modo esagerato. La risposta del dollaro tuttavia è stata particolarmente forte, a dimostrazione dell’euforia che può essere riconducibile ai dati sul lavoro e, ora, dall’employment report.

Ieri è inoltre stata giornata di annunci da parte della Fed, anche se non sono stati fatti riferimenti alle prossime decisioni di politica monetaria. Il numero 1 Yellen ha comunque sottolineato il notevole miglioramento registrato dall’economia USA dopo la crisi.

Di conseguenza, l’euro ha parzialmente corretto, registrando un minimo stamani a 1,1135 EUR/USD. Ulteriori ribassi sono da mettere in programma se domani i dati USA sul mercato del lavoro mostreranno nuovi progressi rispetto alla situazione attuale. Per quanto concerne il calendario macro dell’area euro, la stima d’inflazione è risultata più bassa delle attese ieri, mostrando un ritorno in territorio negativo. Tuttavia, niente paura: nessuna informazione macro europea di questi giorni potrà interferire con la rilevante evoluzione dei dati sul mercato del lavoro.

Oltre che l’euro, a scendere è stata anche la sterlina, con una flessione minore rispetto a quella della valuta unica europea. Ne è derivato che la sterlina si è rafforzata contro euro, passando da 0,74 a 0,73 EUR/GBP.

Infine, un ultimo sguardo allo yen, con Il Tankan di questa notte che ha fornito indicazioni miste, con segnali di possibile debolezza nel manifatturiero a causa del rallentamento cinese, ma segnali favorevoli nei servizi. Nonostante tale influsso positivo, lo yen non sembra averne beneficiato e si è indebolito passando da 119 a 120 USD/JPY. Un movimento comunque non particolarmente rilevante, e che potrà essere accentuato solamente dalla pubblicazione dell’employment report USA di domani, che potrebbe indebolire lo yen oltre tali soglie.

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