Dollaro sempre più forte, verbali FOMC decisivi per il rialzo?

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Il dollaro continua la sua crescita verso l’alto. La valuta statunitense ha infatti continuato a rafforzarsi, supportato principalmente dalla prospettiva che la Federal Reserve possa alzare i tassi il prossimo 16 dicembre. Una prospettiva sempre più “viva”, che tra poche ore potrebbe divenire qualcosa di più che una semplice speranza (o timore, a seconda di come la vediate).

Questa sera infatti i verbali del FOMC potranno offrire qualche dettaglio in più sulle condizioni che la Federal Reserve ritiene debbano essere soddisfatte per poter avviare la svolta. Sebbene non crediamo che possano esservi delle novità in materia, è molto probabile che tra queste spicchi il miglioramento del mercato del lavoro. Un miglioramento peraltro abbastanza atteso, e che non dovrebbe fallire l’appuntamento in calendario macroeconomico. Probabile anche un cenno all’inflazione che, intanto, sia avvia verso proporzioni più convincenti: le ultime indicazioni giunte dall’inflazione mostrano infatti ad ottobre un aumento superiore alle attese salendo da 0% a 0,2% a/a.

Naturalmente, dinanzi a un simile scenario l’euro si è indebolito ulteriormente toccando nuovi minimi a 1,0631 EUR/USD, al di sotto di quello che era il supporto importante di analisi tecnica pari a 1,0660. A penalizzare la moneta unica europea sono state le crescenti attese di nuove misure di stimolo da parte della Banca centrale europea alla riunione del 3 dicembre e, ovviamente, le prospettive che si stanno formando dall’altra parte dell’Oceano.

Dalle dichiarazioni di Praet, parrebbe in proposito che la Banca centrale europea possa anche considerare un eventuale taglio del refi oltre a quello del tasso sui depositi. In merito, ieri lo ZEW ha fornito segnali non omogenei, con la componente aspettative che è salita più del previsto, mentre quella sulla situazione corrente è scesa contro attese di stabilizzazione.

Dunque, cercando di trarre ordinarie somme da quanto sopra, tutto lascia presagire che il dollaro proseguirà la sua strada di rafforzamento nel corso delle prossime settimane. Difficilmente vi potranno essere sorprese (comunque non escludibili a priori) sul fronte del calendario macroeconomico (dove spicca il prossimo appuntamento sul mercato del lavoro), e dunque la riunione Fed di metà dicembre dovrebbe realmente – e finalmente! – essere quella buona per inaugurare la stagione del rialzo dei tassi di interesse di riferimento.

L’euro dovrebbe quindi deprezzarsi ancora, ma difficilmente potrà essere raggiunta la parità assoluta contro dollaro. I rialzi dei tassi Fed dovrebbero inoltre essere molto graduali nel tempo, a conferma della prudenza finora mostrata dall’istituto monetario.

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