Employment report positivo, rimbalzo USD sotto le attese

dollaro

L’attesissimo employment report di venerdì scorso ha fornito un risultato molto positivo, con una crescita degli occupati e dei salari superiori al previsto: una situazione ideale per il dollaro, che ha dimostrato di poterne beneficiare a livello generalizzato, recuperando parte del calo dei giorni precedenti, maturato anche nei confronti della valuta unica europea.

Tutto bene, dunque? Non proprio, poiché il rimbalzo non è stato sufficiente a riassorbirlo tutto, valutato che se pure i dati sul mercato del lavoro aumentano le probabilità di un primo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve in estate, rischiano però di non essere sufficienti a convincere la Fed ad alzare già al FOMC della prossima settimana, mercoledì 17 giugno. Non è un caso che oggi il dollaro abbia aperto in ritracciamento tecnico, e che l’attesa si sia immediatamente spostata sui dati USA dei prossimi giorni (vendite al dettaglio giovedì, PPI e fiducia dei consumatori venerdì).

Sul fronte dell’euro, i dati provenienti dal mercato a stelle e strisce hanno provocato un’ampia correzione della valuta unica europea, che è passata da un massimo di 1,1280 a un minimo di 1,1050 EUR/USD. Questa settimana è ancora probabile una certa volatilità, valutata la già nota e discussa incertezza sul fronte Grecia. Gli ultimi sviluppi maturati nel weekend, a nostro giudizio, sono negativi: Tsipras ha infatti respinto la proposta dei creditori e i nuovi negoziati – che riprenderanno tra domani e mercoledì – potrebbero non vedere un esito finale in tempi utili.

Attenzione: se finora l’euro è stato penalizzato molto poco dall’assenza di novità positive sulla questione greca, con il passare del tempo la reattività potrebbe aumentare. Dai dati dell’area (produzione industriale di Francia e Italia mercoledì e aggregata venerdì) si attendono indicazioni favorevoli (la produzione tedesca questa mattina è stata molto positiva).

Per quanto infine riguarda la sterlina, la valuta britannica ha seguito l’euro nella sua volatilità giornaliera oscillando contro dollaro tra 1,51 e 1,54 GBP/USD ma, complici le delusioni dei PMI, si è complessivamente indebolita rispetto alla moneta unica. Riteniamo che dai dati della settimana non debbano giungere grandi sostegni al cambio (salvo gravi sorprese), e che al miglioramento atteso dei dati di bilancia commerciale (domani) si contrapporrà il rallentamento stimato della produzione industriale (giovedì). Riteniamo altresì che la sterlina non scenda tuttavia sotto i minimi della settimana scorsa in area 1,51 GBP/USD e 0,73 EUR/GBP. Indicazioni importanti arriveranno la prossima settimana mercoledì 17 giugno dai verbali BoE.

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