Forex, dove investire nel 2015

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Anche se il 2015 è appena iniziato, e alcune delle sue strutture fondamentali non sembrano essersi ancora palesate con chiarezza (sarà così, presumibilmente, fino alla fine del mese di gennaio o alla prima decade di febbraio), è comunque già possibile cercare di ipotizzare quali possano essere alcune delle tendenze predominanti nell’anno in corso.

Partiamo da un dato di fatto: il 2014 è stato dominato dal dollaro che, sulla scia di un’ottima ripresa economica (pur con qualche incertezza sparsa lungo i suoi mesi) e sul comportamento piuttosto accomodante della Fed, è riuscito a prendere rapida quota contro le principali valute di riferimento (euro in primis) facendo aggiornare i relativi minimi alle controparti.

A nostro giudizio, almeno nella prima parte dell’anno, il dollaro potrebbe continuare ulteriormente la sua strada al rialzo, giocando anche sulla leva emozionale (e non solo!) determinata dal presumibile rialzo dei tassi di interesse di riferimento che la Fed sta valutando, scrollandosi di dosso il congelamento dei benchmark, pari a un livello compreso tra 0% e 0,25% dal 2006.

Ne deriva che nel primo semestre del 2015 (ma potrebbe essere così anche dopo) il dollaro dovrebbe continuare a mantenere una posizione di sostanziale forza contro la valuta unica europea, lo yen, la sterlina, il franco svizzero, ecco perché si ritiene consigliabile investire nel forex con tale valuta.

A proposito, l’euro. La valuta europea dovrebbe restare complessivamente molto debole, con significativi rischi al ribasso anche contro quelle valute che nei tempi non troppo remoti aveva saputo affrontare ad armi pari, o quasi. Il piano di quantitative easing che la Banca Centrale Europea sta ancora valutando, ma che appare essere quasi inevitabile, potrebbe scompaginare le carte sul tavolo, poichè significherà ammettere una politica monetaria piuttosto espansiva per almeno tutto il 2015 e il 2016.

Migliore potrebbe essere il destino dello yen. La valuta unica giapponese non ha dato grandi soddisfazioni agli investitori che avevano scommesso sul suo rialzo, ed è probabile che nel breve termine non vi siano grandi novità. Tuttavia, se il sentment dovesse peggiorare, e le borse iniziare a traballare in maniera più considerevole, lo yen potrebbe tornare a svolgere il suo ruolo di valuta rifugio.

In ogni caso, non crediamo che il futuro di breve termine possa essere molto differente da quanto riusciamo a riscontrare ad oggi. Riteniamo pertanto che le valutazioni effettuate ex post rispetto a quanto accaduto negli ultimi sei mesi, possano essere riproposte anche nel primo semestre 2015. Salvo, naturalmente, sorprese non certo escluse.

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