Forex, rialzo tassi Fed “in tempi brevi”

Dalla Federal Reserve, negli ultimi giorni, sono continuati ad arrivare dei segnali per un rialzo dei tassi di riferimento in tempi brevi. In particolare, Evans (della Federal Reserve di Chicago), che in tempi recenti ha sempre avuto una posizione piuttosto prudenziale, ha affermato che non sarebbe sorpreso, e anzi sarebbe d’accordo, con un rialzo dei tassi di riferimento entro la fine anno, se i dati continuano a uscire con riscontri positivi, come hanno fatto finora. Evans ha inoltre aggiunto che il rialzo sarebbe più probabilmente a dicembre, ma “potrebbe essere alla riunione precedente”. A suo avviso il FOMC potrebbe migliorare la comunicazione in modo da rendere più chiara la propria funzione di reazione aggiungendo “guide numeriche” più esplicite.

Di simile opinioni è stato anche Lacker (della Federal Reserve di Richmond), il quale ha ribadito la sua opinione secondo cui ci sono forti ragioni per aumentare i tassi ora e ha detto che avrebbe votato a favore di un rialzo a settembre.

Per quanto concerne i dati in uscita, particolarmente importanti sono stati quelli sulla crescita economica globale. Il FMI ha infatti pubblicato il proprio World Economic Outlook con le stime aggiornate per la crescita mondiale e per principali aree geografiche. Stando al ricco dossier, nel 2016 la crescita è attesa al 3,1 per cento, per il ritmo più blando dal 2009; per il prossimo anno le stime mostrano ancora un’accelerazione al 3,4 per cento, come nell’aggiornamento di luglio scorso, guidata in larga misura dalle economie emergenti (4,6 per cento rispetto a precedente previsione di 4,2 per cento), mentre nei paesi avanzati la crescita è attesa all’1,8 per cento dall’1,6 per cento di quest’anno. Tra i Paesi avanzati, gli Stati Uniti sono visti in crescita del 2,2 per cento dall’1,6 per cento. L’Eurozona è attesa frenare all’1,5 per cento dall’1,7 per cento stimato per quest’anno. Le stime per l’Italia sono state tagliate di un decimo all’anno nel 2016-17, rispettivamente a 0,8 per cento e 0,9 per cento. Si noti che rispetto a luglio scorso le stime sono state riviste al rialzo di un decimo nel 2017. Il Regno Unito rallenterà all’1,1 per cento dall’1,8 per cento; anche il FMI, quindi, stima come moderati, nel breve periodo, gli effetti del voto di giugno relativamente al referendum sulla Brexit. A proposito, la premier May ha confermato che entro marzo 2017 verranno avviate le negoziazioni con la UE…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *