Grexit non più utopia: quali risvolti per l’euro?

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La Grexit, l’uscita di Atene dall’euro, non è più così lontana come sembrava qualche mese fa. Anche perchè, a ben vedere, non esiste alcun piano formale di Atene per evitare la sua fuoriuscita dall’eurozona, ma solamente una richiesta ulteriore di un nuovo intervento del fondo Salva Stati per sostenere gli immediati bisogni finanziari del Paese. E dunque, nel giorno in cui si torna a trattare per cercare di evitare l’uscita dalla Grecia dall’euro e trovare una soluzione politica ed economica alla crisi del Paese, non solo il premier è tornato a Bruxelles a mani vuote, ma ha altresì richiesto un nuovo aiuto, forte del risultato del referendum che ha bocciato le proposte dei creditori.

Il prossimo step è previsto per domani: entro tale data, infatti, la Grecia dovrà presentare le proprie proposte, che saranno poi discusse domenica, quando si terrà un nuovo eurosummit straordinario, un incontro tra tutti e 28 i Paesi dell’Unione Europea e, dunque, non solamente quelli dell’eurozona. Fino a tale data, la Grecia continuerà a galleggiare grazie all’interno della Banca Centrale Europea, con l’istituto di Mario Draghi pronto a sovvenzionare le richieste delle banche greche ed evitare il peggio.

Dal canto suo, il premier ellenico Alexis Tsipras continua a professare serenità, e in un recente intervento si è spinto a dichiarare che la nuova proposta include riforme credibili, che la discussione è stata positiva, e che si concluderà entro domenica.

Segue intanto la vicenda europea anche il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha ammesso che si tratta di negoziati complicati, “ma per raggiungere un’intesa è necessario essere costruttivi. Il successo è nell’interesse di tutti e passa per un accordo su un pacchetto di misure condivise”.

Il clima di incertezza si fa intanto sentire sulle piazze finanziare europee, con Milano che nella seconda parte di contrattazioni ha azzerato il tentativo di recupero e gli indici hanno dunque chiuso ai minimi di seduta, con il FTSE Mib in calo del 2,97% e il FTSE All Share in flessione del 2,95%. Male tutti i bancari, con Mps in calo di oltre 7 punti percentuali, Bper in diminuzione del 6,10 per cento, Banca Popolare di Milano del 5,775%. Male anche le altre principali Borse europee, con Parigi che cede il 2,20%, Francoforte e Madrid in calo di quasi 2 punti percentuali e Londra che riesce a contenere il ribasso, segnando comunque un passo indietro dell’1,55%.

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