Investimenti finanziario – assicurativi, la vigilanza rimane in capo alla Consob

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Nessuna grande novità sulla vigilanza sui prodotti finanziario – assicurativi. Stando a quanto si riporta oggi a mezzo stampa, nello schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue – Solvency II – atteso nelle prossime ore sul tavolo del Consiglio dei ministri, il collo di tali prodotti che hanno un maggiore profilo di rischio è stato restituito alla Consob di Giuseppe Vegas dopo che il governo ha recepito i pareri che sono stati espressi dalle commissioni parlamentari competenti (pareri che, si ricorda, sono obbligatori ma non vincolanti per le decisioni dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi.

In particolare, nel provvedimento che Palazzo Chigi diramò oramai tre mesi fa, in sede di esame preliminare, la vigilanza era stata assegnata all’Ivass, l’Istituto che vigila sul mercato assicurativo italiano. Nel testo definitivo si legge tuttavia una importante modifica a tale previsione, stabilendo che le due authority, secondo le rispettive competenze, avranno l’incarico di vigilare affinchè la condotta degli operatori che commercializzano prodotti assicurativi sia in linea con la trasparenza e con la correttezza dovuta nei confronti della clientela.

Il provvedimento sugli investimenti finanziari assicurativi prevede inoltre ulteriori poteri che la Consob potrà esercitare, come la c.d. “product intervention”. Sostanzialmente , Consob e Ivass potranno – per i profili di propria competenza e ove la situazione lo richieda – adottare misure preventive o correttive nei confronti dei soggetti interessati, come alcuni provvedimenti che vanno dalla restrizione dell’attività al divieto di effettuare determinate operazioni (anche di natura societaria), dalla distribuzione di utili o di altri elementi del patrimonio al rafforzamento dei sistemi di governo societario, fino alla rimozione dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione, di controllo e i titolari di funzioni fondamentali (in caso di inerzia della società).

Infine, riportava il quotidiano Il Sole 24 Ore, nelle righe del documento è altresì spuntato un nuovo articolo (il 222-ter) che regola le limitazioni alla distribuzione di elementi dei fondi propri. Sostanzialmente, affermava il quotidiano, in caso di inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o del requisito minimo o se la distribuzione fa scattare il mancato rispetto, “l’impresa non opera distribuzioni in relazione a elementi di fondi propri, incluse distribuzioni di utili, fino al momento in cui non sia ripristinato il rispetto del requisito e la distribuzione non determini la sua inosservanza”.

Il nuovo decreto stabilisce infine che il divieto si possa applicare anche nelle ipotesi in cui l’inosservanza del requisito patrimoniale giunga dopo la delibera di distribuzione, ma prima dell’esecuzione della stessa.

 

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