Investire nei diamanti, ecco perché potrebbe convenire

L’investimento in diamanti potrebbe essere uno degli impieghi più profittevoli del 2016. A patto, naturalmente, di seguire le opportune regole della diversificazione del proprio portafoglio, e non esagerare dunque con la concentrazione in un singolo asset, visto e considerato che (oro insegna, ma con evidenti divergenze che vedremo tra breve), il pericolo è pur sempre quello di andare incontro a trend di medio periodo piuttosto deludenti. Ma perché potrebbe realmente convenire un investimento in diamanti?

Le motivazioni che rendono così potenzialmente vantaggioso il diamante come investimento sono in buona parte riconducibili al noto controllo a livello mondiale di prezzo e valore, un fattore che non rende le pietre soggette a speculazioni come invece avviene con l’oro. Di fatti, il valore dell’investimento è determinato da una quotazione basata su caratteristiche certe e cresce costantemente di 1,5%-2% oltre l’inflazione annua (attualmente circa il 3% all’anno).

Con queste caratteristiche, il diamante può porsi come un asset complementare nel proprio portafoglio, da ricondurre nei beni rifugio, ma non certo la punta – è il caso di dirlo – di diamante dei propri investimenti. Per quanto concerne l’orizzonte temporale, di norma chi compra un diamante lo fa non certo con l’intenzione di rivenderlo dopo qualche anno, ma per tenerlo con sé sul lunghissimo termine.

Non solo. Contrariamente ad altri impieghi, quello nei diamanti è un investimento più etico di quanto si possa pensare. La provenienza degli stessi è infatti rigidamente tracciata, e pertanto vi è la certezza che i diamanti non vengono da Paesi in guerra o dove c’è sfruttamento del lavoro, se l’acquisto dei diamanti è naturalmente effettuato presso un operatore affidabile e abilitato.

Dunque, val la pena ricordare, anche in questa sede, come l’investimento in diamanti possa effettivamente costituire una buona chance per poter arricchire il proprio portafoglio e renderlo ancora più diversificato e in linea con le proprie esigenze e preferenze di impiego. Si può ad esempio limitare la propria propensione a utilizzare il diamante come una sorta di bene rifugio (alla pari dell’immobiliare, e più dell’oro) ben sapendo che le possibilità di smobilizzazione dell’investimento sono comunque garantite di norma dagli stessi operatori che vendono i diamanti, evitando pertanto che il tutto si trasformi in una sgradita immobilizzazione nel momento in cui si cerca il disinvestimento.

Detto ciò, spesso il trading in diamanti è effettuato non solamente da broker indipendenti rispetto al settore bancario, bensì anche dagli istituti di credito. Provate a chiedere anche al vostro per maggiori informazioni.

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