Investire nel Sud-Africa gestendo i rischi

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I mercati emergenti hanno deluso ad inizio 2014, sulle prospettive del tapering Usa e dei mancati traguardi di crescita ed adeguamento strutturale. Per gli investitori propensi ad utilizzare le informazioni carpite dai fondamentali, d’altronde, gli investimenti ad essere premiati di più sono quelli che catturano un trend generale di mercato (gli indici benchmark o i fondi di investimento caratterizzati da un ampio livello tattico di diversificazione del portafoglio).

Si spiega, così, il successo della raccolta, secondo le ultime rilevazioni, dei fondi a risparmio gestito, anche per mercati azionari ad un elevato livello di sviluppo non Usa.

Tra dragoni e zebre, cerchiamo così di cogliere le prospettive di investimento nel Sud-Africa per il forex ed il trading binario.

Il Sud-Africa e la politica monetaria

Malgrado i ritardi di adeguamento infrastrutturale del paese, la politica monetaria è gestita con tattica difensiva non del tutto opinabile.

Il rand sudafricano, nel cambio, premia chi fa quelle sfuriate da “toccata e fuga” basate sul range di volatilità di mercato (pressappoco il 10% su base annua), e molto meno chi vuole detenere titoli in portafoglio quotati nel mercato sudafricano (rischi connessi alla volatilità del cambio, da cui bisogna immunizzarsi). Tale valuta continua a deprezzarsi, rispetto all’euro.

Nella seduta del 10/05/2014, il cambio Euro/Rand Sudafricano si è attestato sui minimi storici (case study: sud-africa) quotando 14,2476. Pronta la risposta della policy sudafricana che, per scongiurare il ritiro dei capitali dal mercato locale, ha alzato i tassi di riferimento.

Scommettere sul cambio, pertanto, è per chi ama gli sprazzi di volatilità con le adeguate tecniche intra-day, ben sapendo che è attualmente difficile un recupero di terreno immediato del rand sudafricano. Diminuiscono le incognite dell’investimento. Questo dall’ottica del forex.

Dall’ottica del trading binario, vi sono interessanti scommesse per i fondi indicizzati che hanno come sottostante quote-parti del listino sud-africano, anche “multilisting”, ovvero quotate in più mercati. L’indice JSE Top 40, ad esempio, presenta un’esposizione sul listino londinese di quasi il 50% (sud-africa ed investimenti). Spiccano anche, tra gli Etf, molte opportunità di scelta, se non si vuole direttamente puntare su un sottostante avente come riferimento un indice benchmark (ad es. Lyxor South Africa, Ishare Msci South Africa).

Il paese è ricco di risorse, soprattutto auree e minerarie. Potrebbe avvenire un’inversione di rotta del cambio se si considera che il paese sarà anche finanziato dalla Cina, nell’ambito di una serie di accordi strategici. Infatti, il Pil viene atteso in aumento per il 2015, così come la bilancia commerciale viene vista con un miglioramento del saldo.

Il neocolonialismo ha reso impossibile lo sviluppo di tante aree emergenti (sud-africa e prospettive di sviluppo) che ultimamente cominciano ad accorgersi delle opportunità di crescita e della ricchezza strategica del loro territorio.

Potrebbe essere un’opportunità, non solo tattica, ma anche strategica puntare sulla progressione positiva dei listini sudafricani, se si riesce a compensare bene, con i giusti strumenti, il rischio di cambio. Nel frattempo, prevalgono comunque le puntate “toccata e fuga” ribassiste (short). Quindi, vendita allo scoperto per acquistare ad un prezzo inferiore.

Basti solo osservare  la chiusura del Ftse/Jse Top 40 al 09/05/2014 che ha registrato un calo di circa 159 punti (0,36%).

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