Investire nelle azioni: sì nel 2016, ma con cautela

Investire nelle azioni? Si grazie, soprattutto nel 2016. Almeno così la pensa chi ha risposto al recente sondaggio condotto da Natixis Global Asset Management, che ha interpellato un vasto campione di investitori istituzionali, scoprendo che la maggior parte di loro si attendono che le azioni saranno l’asset class con le performance migliori nel 2016, con l’equity globale che farà meglio di quello statunitense e dei mercati emergenti.

Una convinzione che si basa su diversi fattori, e che probabilmente è rafforzata, negli ultimi giorni, dall’emergente valutazione che l’incertezza politica nel mondo (il biennio sarà un anno di elezioni in diverse parti del mondo, in primis gli Stati Uniti) e la modifica dei tassi di interesse renderà i mercati volatili.

Che fare allora? Forse, conviene fare come stanno agendo molti investitori istituzionali, che hanno già scelto di incrementare il peso degli asset alternativi (come i fondi di private equity e di private debt) all’interno dei loro portafogli, danneggiando invece la quota riservata alle obbligazioni, evidentemente penalizzata da scarse prospettive intraviste su questo versante.

Secondo gli analisti di Ig, inoltre, la divergenza nelle politiche monetarie tra le due sponde dell’Atlantico (con la Fed sempre più propensa a ravvivare la corsa di tassi al rialzo, e la Bce che invece manterrà tassi bassi inondando di liquidità i suoi confini), condurrà gli investitori a preferire gli indici europei. “L’indice tedesco potrebbe tornare a vedere nel breve periodo i massimi storici toccati quest’anno” – affermano gli analisti Ig, che oramai si attendono in misura chiara un’accelerazione da parte della periferia dell’Eurozona, soprattutto Milano e Madrid, ancora lontani dai massimi pre-crisi. “Riteniamo che il principale indice italiano, il migliore a livello mondiale da inizio anno, possa continuare ad essere la prima scelta degli operatori anche nel 2016” – affermano ancora.

Dunque, via libera – ma con cautela! – agli investimenti sul mercato azionario e, in modo ancora più specifico, di quello europeo, destinato a beneficiare di una valutazione a sconto rispetto agli Stati Uniti, sia in termini di dividendi che di rapporto tra il prezzo e gli utili.

Ricordate tuttavia di impiegare i vostri investimenti nell’azionario con particolare ottica di diversificazione, nel pieno rispetto dei vostri orizzonti temporali e delle preferenze di investimento, e aggiornando periodicamente la revisione del vostro portafoglio alla luce dei nuovi scenari in emersione…

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