Nuovi dati economici da Giappone e Stati Uniti

Nel corso degli ultimi giorni sono state pubblicate nuove analisi relative all’andamento del tessuto economico di Giappone e Stati Uniti, in grado di rappresentare piccoli o medi market mover per chi investe sui mercati finanziari. In particolar modo, sono state diramate nuove statistiche relative ai dati sull’inflazione giapponese, con il CPI di novembre che ha messo a segno un deciso recupero passando da +0,1 per cento su base annua a +0,5 per cento su base annua con riferimento alla misura headline che però si è accompagnato ad un rallentamento della voce core da +0,2 per cento anno su anno a +0,1 per cento anno su anno.

Per quanto riguarda la sola area di Tokyo, i dati relativi al mese di dicembre registrano una stagnazione del CPI headline a 0,0 per cento su base annua dopo il +0,5 per cento su base annua di novembre, mentre la voce core si è contratta di -0,2 per cento su base annua rispetto allo 0,0 per cento su base annua precedente. Queste statistiche, peggiori alle previsioni di mercato quanto meno con riferimento alle misure core, si collocano in un contesto in cui sia la Banca centrale (lo scorso 20 dicembre) che il Governo (il 21 dicembre) hanno pubblicato previsioni di uno scenario macro in ripresa che contempla una moderata ripresa economica in scia a un miglioramento delle voci relative a consumi, esportazioni e fiducia delle imprese.

A completare la serie di pubblicazioni degli ultimi giorni sono poi state le statistiche statunitensi sul mercato immobiliare, con l’indice Case – Shiller relativo ai prezzi delle case nelle 20 principali aree metropolitane che ha mostrato una nuova crescita nel corso del periodo a cavallo tra la fine del terzo trimestre e l’inizio del quarto trimestre. Gli analisti si attendono altresì dei riscontri positivi per quanto concerne l’evoluzione per le indagini di fiducia in dicembre, con l’indice per il Manifatturiero della Fed di Richmond atteso in miglioramento da 4 a 5 punti e la fiducia dei consumatori calcolata dalla Conference Board che, in scia all’allungo del dato già pubblicato dall’Università del Michigan, dovrebbe salire da 107,1 a 108,5 punti confermando un clima più ottimista tra le famiglie.

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