Quantitative easing, Bce sempre più vicina al rafforzamento

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Si deciderà tutto la prossima settimana, ma l’evidenza è questa: dopo le minute pubblicate dalla Federal Reserve lo scorso mercoledì sera, in cui si apre esplicitamente la porta a un rialzo dei tassi di interesse di riferimento, pur non drastico, negli Stati Uniti da dicembre (ultima sessione utile, tra il 15 e il 16 dicembre), le minute del vertice della Bce del 22 ottobre hanno confermato il messaggio già annunciato da alcuni membri della Banca centrale: l’Istituto aumenterà gli stimoli nella riunione di dicembre, prevista per il 3 del mese.

A confermarlo è poi stato Jonathan Loynes, capo economista per l’Europa di Capital economics, secondo cui è molto probabile che possa essere riscontrato non solamente un’estensione del quantitative easing, quanto anche un aumento degli acquisti mensili, attualmente pari a 60 miliardi di euro, e successivamente pari – forse – a 80 miliardi di euro.

Sempre secondo quanto dichiarato da Capital economics, è molto probabile che queste misure saranno accompagnate anche da un taglio del tasso sui depositi di 10 o 20 punti base.

Stando a quanto affermano i verbali, la Bce stima un incremento dei rischi di un mancato raggiungimento del target di inflazione. “I tempi anticipati di una normalizzazione dell’inflazione verso il 2 per cento verranno verosimilmente ancora spostati in avanti, come è stato nel caso delle precedenti proiezioni dello staff. L’impatto di fattori esterni e l’aumento dell’incertezza sollevano la possibilità che le misure della Bce possano non avere effetti sufficienti per raggiungere gli obiettivi finali” – hanno infatti specificato le minute di Francoforte.

Come ricordava il qutoidiano Italia Oggi lo scorso 20 u.s., Peter Praet, uno dei membri del comitato esecutivo della Bce, ha ribadito che, al momento, l’economia dell’Eurozona è caratterizzata dall’incertezza. Il rallentamento economico globale rende più incerto il contributo della domanda estera alla ripresa economica in Europa. Anche quella interna, seppur in crescita, appare debole.

Infine, il banchiere ha ricordato come i rischi al ribasso dell’economia siano ancora accresciuti, e che il trend dell’inflazione non sembra rispondere in maniera adeguata alle misure di stimolo adottate dalla Bce: l’obiettivo dell’istituto monetario di Francoforte è accomodare un tasso di inflazione su un livello di poco inferiore al 2% (o, meglio, tendente al 2%).

Vedremo se le stime troveranno o meno conferma nella realtà: il 3 dicembre è sempre più vicino.

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