Rialzo tassi Fed, è tutto pronto?

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Il dollaro ha aperto la settimana proseguendo il buon rialzo di venerdì scorso, per poi arretrare ieri mattina. Ne è emersa una valutazione fondamentale: il dollaro sta faticando a mantenere una tendenza e, soprattutto, a farlo in maniera rialzista. Probabilmente il tutto è dovuto dall’assenza di dati sufficientemente favorevoli da far pensare che tra giugno e luglio la Fed possa alzare i tassi. Ma è veramente così?

In realtà, proprio poche ore fa Williams, numero 1 della Fed di San Francisco, ha dichiarato che di fronte a dati positivi la Federal Reserve è pronta ad incrementare i tassi a qualsiasi riunione. Williams ha poi detto che a suo modo di vedere il quadro dell’economia statunitense è molto positivo, e che la crescita dovrebbe rimbalzare nel secondo trimestre, spiegando inoltre come Fed non vuole eliminare l’incertezza sul timing del primo rialzo e che lui personalmente non ritiene appropriato che la Fed “preannunci” le proprie mosse.

Dalle dichiarazioni di Williams possiamo pertanto trarre un elemento fondamentale: la Fed non intenderà preannunciare esplicitamente le proprie mosse e, non appena si presenterà una successione di dati inequivocabilmente positivi, il biglietto verde sarà in grado di risalire e supporterà la scelta di un rialzo dei tassi di interesse di riferimento Fed. Attenzione, nel breve termine, ai dati sulle vendite al dettaglio e ai primi indicatori di maggio sull’Empire e sulla fiducia delle famiglie.

Di contro, l’euro aveva aperto la settimana in lieve calo (da 1,12 a 1,11 EUR/USD ma poi sulla fallita rottura di 1,1130 è rimbalzato di una figura bucando la resistenza tecnica a 1,1250). Nonostante la sostanziale assenza di progressi sul fronte greco dopo l’Eurogruppo di ieri, la moneta unica rimane supportata, e andrà testata sulla pubblicazione del Pil area euro.

Per quanto attiene la sterlina, prosegue la discesa – prevedibile – post elettorale, interrotta da un rialzo che è supportato dalla sorpresa positiva fornita dai dati di produzione industriale che nel mese di marzo ha registrato un progresso più ampio del previsto. La giornata chiave per poter verificare l’apprezzamento sarà proprio oggi, grazie alla pubblicazione dell’inflation report: a febbraio le proiezioni erano riviste significativamente al ribasso, ma lasciate invariate in prossimità del target quelle dell’anno prossimo, e riviste in lieve rialzo quelle del 2017.

Rapporto tra yen e dollaro fermo su consolidati range. Si attendono, in merito, le pubblicazioni dei prossimi dati macro USA.

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