Rischio Grexit ancora vivo, ecco come comportarsi

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Nonostante qualche tiepida rassicurazione, informalmente avanzata negli ultimi giorni, il rischio di un’uscita della Grecia dall’eurozona è tutt’altro che assopito. E, nonostante l’accordo dello scorso 20 febbraio con l’Eurogruppo, sarebbe opportuno non dare mai per scontato che il governo greco abbia realmente accettato di operare nell’ambito del quadro europeo attuale (il che, peraltro, spiega una buona parte della diffidenza mostrata dagli altri governi europei. Ma cosa accadrà?

Grexit, lo scenario negativo

Lo scenario negativo porta naturalmente alla rottura del rapporto tra la Grecia e l’eurozona. La rottura può a sua volta essere determinata dalla volontarietà del governo, per nulla intenzionato a raggiungere un compromesso con i creditori (e dunque in grado di preparare le misure straordinarie per poter far deliberatamente uscire il Paese dall’unione monetaria), o dall’inesperienza e dall’accumularsi di errori del governo, che a un certo punto potrebbe rendere impossibile concludere un accordo con i creditori in tempo per poter evitare il disastro finanziario.

Grexit, lo scenario positivo

Lo scenario positivo è invece quello che dovrebbe condurre alla persistenza della Grecia all’interno dell’eurozona. Una persistenza che potrebbe essere supportata da quanto accaduto negli ultimi giorni. Ad ogni modo, guai a pensare che le difficoltà greche possano essere superate con lo sblocco dei 7 miliardi di euro rimasti dal secondo programma: rimarranno infatti forti dubbi sull’affidabilità del governo greco e l’ostilità (più o meno celata) di diversi governi europei (Germania in testa).

Rischi derivati dall’uscita della Grecia dall’eurozona

Ma quali saranno i rischi derivanti dall’uscita della Grecia dall’eurozona? Nel breve termine è probabile che possano esservi danni economici legati al crollo dei flussi commerciali da e verso la Grecia, che attualmente assorbe solo l’1-2% delle esportazioni degli altri Paesi dell’eurozona. Altri danni potrebbero essere legati alle ripercussioni sul clima di fiducia.

Contemporaneamente, l’uscita renderebbe improbabile il rimborso dei crediti residui legati al GLF (52 miliardi) e dei prestiti EFSF (142 miliardi), obbligando dunque gli Stati membri a versare le garanzie prestate sulle obbligazioni del veicolo.

Ad ogni modo, i cinque anni trascorsi dallo scoppio della crisi, lo sganciamento della penisola ellenica di banche e investitori internazionali e la coincidenza con l’esecuzione da parte della Bce del PSPP rendono effettivamente il rischio di contagio ad altri Paesi molto ridotto o, praticamente, inesistente. Inoltre, non esiste alcun motivo concreto per il quale l’uscita della Grecia dovrebbe rendere più probabile l’uscita di altri Paesi.

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