Sterlina ancora debole contro euro e dollaro

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La sterlina ha chiuso la scorsa settimana in debolezza, oscillando nella fascia 1,40-1,41 GBP/USD contro dollaro e 0,80-0,81 EUR/GBP contro euro. A peggiorare le previsioni di brevissimo sulla valuta britannica sono stati i dati di produzione industriale e manifatturiera usciti questa mattina, valutati in maniera molto negativa. Tuttavia, la reazione del cambio è stata contenuta se si considera il contesto generale sfavorevole.

Dunque, l’attenzione dovrà essere principalmente improntata su quel che accadrà la prossima settimana, con dati che potrebbero avere un impatto più continuativo sulla sterlina. Martedì usciranno infatti i dati di inflazione, attesi in salita, mentre giovedì ci sarà la riunione della Bank of England. I tassi resteranno fermi, ma saranno comunque importanti i verbali, per la valutazione che la BoE offrirà sugli eventuali effetti dell’incertezza per il referendum UE.

Probabilmente non avrà evidenza sufficiente per trarre già un giudizio negativo, e questo, se i dati di inflazione nel frattempo non avranno deluso, potrebbe aiutare la sterlina a evitare di scendere sotto i minimi di questa settimana.

Passando allo yen, la valuta giapponese – in linea con i trend dominanti di questi giorni, è salita ulteriormente passando da 108 a 107 USD/JPY, per poi compiere un nuovo passo indietro sulla base dell’indebolimento generato dalle dichiarazioni del ministro delle finanze Taro Aso, che ha detto che movimenti eccessivi del cambio, sia al rialzo sia al ribasso, sono negativi per l’economia domestica.

Dunque, se da una parte il calo generalizzato di alcune valute come il dollaro si fermerà nei prossimi giorni, di riflesso anche la salita dello yen dovrebbe arrestarsi, evitando alle autorità giapponesi interventi sul cambio.

Per quanto concerne l’appena ricordato dollaro, ricordiamo come la valuta statunitense stia attraversando un momento di breve e temporanea debolezza. Riteniamo tuttavia che tale debolezza possa essere presto invertita in una nuova fase di forza contro euro, in concomitanza con la possibilità che la Federal Reserve possa riavviare la propria fase di rialzo dei tassi di interesse di riferimento.

Per quanto invece riguarda l’euro, rimangono aperti i margini di nuovo intervento da parte della Bce, che potrebbe ritoccare ulteriormente le proprio misure di stimolo nei confronti dell’economia dell’eurozona, pur nella consapevolezza che gli attuali margini sono molto meno rilevanti di qualche tempo fa.

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