Dati macro condizionano i mercati azionari

investire euro

Sul fronte dei dati macro economici, nelle ultime ore sta crescendo l’attesa, in Europa, per le statistiche relative alla disoccupazione che, dopo la nuova e inattesa flessione vista ieri per l’indice tedesco in ottobre, per la zona euro nel suo complesso dovrebbe mostrare una marginale flessione del tasso dal 10,1 per cento di agosto al 10,0 per cento in settembre. Rimangono stabili le attese invece per il dato italiano che, secondo le stime di consenso, dovrebbe confermare la disoccupazione all’11,4 per cento in settembre. Anche negli Stati Uniti il focus sarà sulle statistiche per il mercato del lavoro: in attesa dei dati ufficiali dell’employment report di venerdì dovrebbero risultare poco mosse le richieste di sussidi di gli ordini all’industria sono attesi in crescita stabile a +0,2 per cento mese su mese in settembre mentre l’indagine di fiducia ISM per i settori non manifatturieri è vista in correzione da 57,1 punti a 56,0 punti in ottobre, in scia al rallentamento che ha già interessato l’altra indagine ISM. Continue reading

Petrolio troppo basso, ecco perché le azioni soffrono

Un petrolio quotato così poco è un bene o un male per gli investimenti e l’economia? La risposta è, invero, piuttosto difficile da formulare. Se infatti chi produce petrolio ha gravi problemi dal calo delle sue quotazioni in termini di mancati ricavi, è anche vero che – almeno sul breve termine – chi lo importa ha solo da guadagnare, in primis grazie a una bolletta energetica meno pesante. Continue reading

Investire nelle azioni: sì nel 2016, ma con cautela

Investire nelle azioni? Si grazie, soprattutto nel 2016. Almeno così la pensa chi ha risposto al recente sondaggio condotto da Natixis Global Asset Management, che ha interpellato un vasto campione di investitori istituzionali, scoprendo che la maggior parte di loro si attendono che le azioni saranno l’asset class con le performance migliori nel 2016, con l’equity globale che farà meglio di quello statunitense e dei mercati emergenti.

Una convinzione che si basa su diversi fattori, e che probabilmente è rafforzata, negli ultimi giorni, dall’emergente valutazione che l’incertezza politica nel mondo (il biennio sarà un anno di elezioni in diverse parti del mondo, in primis gli Stati Uniti) e la modifica dei tassi di interesse renderà i mercati volatili. Continue reading