Eurozona, ripresa superiore al potenziale

Gli ultimi dati statistici pubblicati nell’eurozona ci segnalano che la ripresa economica è solida (forse, più solida di quanto alcuni analisti sostengono sui principali media nazionali) e comunque superiore al potenziale: la crescita del PIL, in attesa di dati ufficiali, in questa prima parte d’anno potrebbe consolidarsi su livelli pari o superiori a 0,5 per cento trimestre su trimestre. Continue reading

Euro in lieve apprezzamento sui dati macro USA

Sulla scia della pubblicazione dei dati USA di venerdì scorso, l’euro è salito, ma restando ben al di sotto della resistenza critica di 1,1340 e chiudendo sotto 1,1300 EUR/USD (massimo di giornata a 1,1317). L’abbandono del fronte rialzista richiederebbe in senso tecnico lo sfondamento di 1,1250 EUR/USD, livello che era stato raggiunto tra mercoledì e giovedì ma che alla fine ha retto bene, ricordano gli analisti ISP.

Sotto tal punto di vista, la riunione della Banca Centrale Europea di giovedì potrebbe non essere ancora lo spunto sufficiente per sfondare tale soglia: la maggioranza degli osservatori ritiene infatti che in tale occasione i termini della politica monetaria resteranno invariati dopo l’ampio stimolo di marzo. Continue reading

Sterlina ancora debole contro euro e dollaro

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La sterlina ha chiuso la scorsa settimana in debolezza, oscillando nella fascia 1,40-1,41 GBP/USD contro dollaro e 0,80-0,81 EUR/GBP contro euro. A peggiorare le previsioni di brevissimo sulla valuta britannica sono stati i dati di produzione industriale e manifatturiera usciti questa mattina, valutati in maniera molto negativa. Tuttavia, la reazione del cambio è stata contenuta se si considera il contesto generale sfavorevole.

Dunque, l’attenzione dovrà essere principalmente improntata su quel che accadrà la prossima settimana, con dati che potrebbero avere un impatto più continuativo sulla sterlina. Martedì usciranno infatti i dati di inflazione, attesi in salita, mentre giovedì ci sarà la riunione della Bank of England. I tassi resteranno fermi, ma saranno comunque importanti i verbali, per la valutazione che la BoE offrirà sugli eventuali effetti dell’incertezza per il referendum UE. Continue reading

Previsioni BCE, tutto da rifare?

Il presente non sembra offrire grandi certezze e, questo, la BCE dovrebbe averlo compreso piuttosto bene. Talmente bene che, sostanzialmente, gli scenari che erano stati tracciati appena due mesi fa sembrano essere tutti da rifare: la stima della crescita PIL in media di 1,7% nel 2016-17 sembra essere fantascienza, superata dal fatto che nell’ultimo periodo la crescita dell’economia area euro è stata di solo 0,3% t/t, con un trascinamento negativo di un decimo sulla stima 2016. Continue reading

Dollaro in ripresa, euro e sterlina in correzione

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Dopo un avvio di settimana in flessione, il dollaro ha dimostrato di saper invertire la rotta, con una salita che potrebbe proseguire anche domani, a patto che i dati sul mercato del lavoro USA possano mostrare quell’ulteriore miglioramento che la Federal Reserve pone come condizione necessaria (anche se non sufficiente, come abbiamo visto in occasione dell’ultima riunione FOMC, dove a prevalere sono state le influenze esterne agli States) per poter procedere con il primo rialzo dei tassi. Continue reading

Grexit non più utopia: quali risvolti per l’euro?

grexit

La Grexit, l’uscita di Atene dall’euro, non è più così lontana come sembrava qualche mese fa. Anche perchè, a ben vedere, non esiste alcun piano formale di Atene per evitare la sua fuoriuscita dall’eurozona, ma solamente una richiesta ulteriore di un nuovo intervento del fondo Salva Stati per sostenere gli immediati bisogni finanziari del Paese. E dunque, nel giorno in cui si torna a trattare per cercare di evitare l’uscita dalla Grecia dall’euro e trovare una soluzione politica ed economica alla crisi del Paese, non solo il premier è tornato a Bruxelles a mani vuote, ma ha altresì richiesto un nuovo aiuto, forte del risultato del referendum che ha bocciato le proposte dei creditori. Continue reading

Dollaro, reazioni negative ma minimi di maggio non in pericolo

Successivamente all’ultimo FOMC, il dollaro ha reagito negativamente, producendo cali che lo hanno riavvicinato ai minimi di metà maggio, pur senza raggiungerli. Probabilmente la discesa è stata più ampia del previsto, e riteniamo che i minimi di maggio possano rimanere alle spalle, se la nuova tornata di dati in arrivo non dovesse deludere. Intanto, va in archivio il dato dell’inflazione, più basso delle attese, pur senza creare sofferenze sul biglietto verde bene invece il dato sul Philly Fed, migliore del previsto. Complessivamente riteniamo probabile che il dollaro inizi a consolidare, in vista di un apprezzamento più ampio all’approssimarsi del primo rialzo Fed, atteso al FOMC del 17 settembre. Continue reading

Employment report positivo, rimbalzo USD sotto le attese

dollaro

L’attesissimo employment report di venerdì scorso ha fornito un risultato molto positivo, con una crescita degli occupati e dei salari superiori al previsto: una situazione ideale per il dollaro, che ha dimostrato di poterne beneficiare a livello generalizzato, recuperando parte del calo dei giorni precedenti, maturato anche nei confronti della valuta unica europea. Continue reading

Dollaro in apprezzamento sui dati delle vendite e di fiducia

Nel corso delle ultime ore il dollaro si è nuovamente apprezzato, aiutato – come già accaduto venerdì scorso – da alcuni elementi macroeconomici. Nella fattispecie, il supporto è stato fornito dai dati degli ordini di durevoli, vendite di case e fiducia dei consumatori, risultati tutti migliori del previsto. Dunque, si rafforza l’ipotesi che la prestazione deludente del primo trimestre sia del tutto temporanea, e che dunque già nel secondo trimestre si possa osservare una solida ripresa. Continue reading

Quantitative easing Bce, come procede?

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Uno degli elementi che sta maggiormente condizionando il cambio valutario, gli spread sui titoli di Stato e altri dati che hanno catalizzato l’attenzione degli analisti finanziari degli ultimi anni, è la strategia di quantitative easing recentemente varata dalla Bce. Una politica monetaria oramai ben avviata, in grado di proseguire con il pilota automatico per diversi mesi, e in grado altresì di spostare la propria principale attenzione sulla crescita. Ma come sta andando? Continue reading