Forex, rialzo tassi Fed “in tempi brevi”

Dalla Federal Reserve, negli ultimi giorni, sono continuati ad arrivare dei segnali per un rialzo dei tassi di riferimento in tempi brevi. In particolare, Evans (della Federal Reserve di Chicago), che in tempi recenti ha sempre avuto una posizione piuttosto prudenziale, ha affermato che non sarebbe sorpreso, e anzi sarebbe d’accordo, con un rialzo dei tassi di riferimento entro la fine anno, se i dati continuano a uscire con riscontri positivi, come hanno fatto finora. Evans ha inoltre aggiunto che il rialzo sarebbe più probabilmente a dicembre, ma “potrebbe essere alla riunione precedente”. A suo avviso il FOMC potrebbe migliorare la comunicazione in modo da rendere più chiara la propria funzione di reazione aggiungendo “guide numeriche” più esplicite. Continue reading

Svalutazione cinese, gli effetti sul Forex

Come ricordavano opportunamente i principali media internazionali, il deprezzamento dello yuan cinese ai minimi da quattro anni nei confronti del dollaro sta contribuendo a destabilizzare ancora di più i mercati internazionali di valute, azioni e materie prime. Tanto che, al termine di una giornata particolarmente concitata, le autorità monetarie di Pechino non hanno potuto far altro che compiere una parziale retromarcia sulla promessa effettuata in contemporanea alla svalutazione di martedì, dichiarata “una tantum”. Continue reading

Crisi Grecia – Eurozona, qualche consiglio per investire con successo

Mercoledì 11 febbraio l’Eurogruppo ha dato chiara evidenza dell’impossibilità di addivenire a una soluzione definitiva sul “caso greco”, dimostrando altresì un certo imbarazzo e una preoccupante incapacità. L’impossibilità di fornire un comunicato finale condiviso della riunione è un ulteriore sintomo delle difficoltà manifestate, e il fatto aggiuntivo che i resoconti che parlano dell’assenza di una proposta formale e documentata da parte della delegazione greca (che invece si sarebbe limitata a richieste generiche nonostante la situazione di crescente emergenza), aggrava ulteriormente la situazione. Ma in che modo poter investire nel Forex in un simile clima di tensione? Continue reading

Forex, dove investire nel 2015

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Anche se il 2015 è appena iniziato, e alcune delle sue strutture fondamentali non sembrano essersi ancora palesate con chiarezza (sarà così, presumibilmente, fino alla fine del mese di gennaio o alla prima decade di febbraio), è comunque già possibile cercare di ipotizzare quali possano essere alcune delle tendenze predominanti nell’anno in corso.

Partiamo da un dato di fatto: il 2014 è stato dominato dal dollaro che, sulla scia di un’ottima ripresa economica (pur con qualche incertezza sparsa lungo i suoi mesi) e sul comportamento piuttosto accomodante della Fed, è riuscito a prendere rapida quota contro le principali valute di riferimento (euro in primis) facendo aggiornare i relativi minimi alle controparti.

A nostro giudizio, almeno nella prima parte dell’anno, il dollaro potrebbe continuare ulteriormente la sua strada al rialzo, giocando anche sulla leva emozionale (e non solo!) determinata dal presumibile rialzo dei tassi di interesse di riferimento che la Fed sta valutando, scrollandosi di dosso il congelamento dei benchmark, pari a un livello compreso tra 0% e 0,25% dal 2006.

Ne deriva che nel primo semestre del 2015 (ma potrebbe essere così anche dopo) il dollaro dovrebbe continuare a mantenere una posizione di sostanziale forza contro la valuta unica europea, lo yen, la sterlina, il franco svizzero, ecco perché si ritiene consigliabile investire nel forex con tale valuta.

A proposito, l’euro. La valuta europea dovrebbe restare complessivamente molto debole, con significativi rischi al ribasso anche contro quelle valute che nei tempi non troppo remoti aveva saputo affrontare ad armi pari, o quasi. Il piano di quantitative easing che la Banca Centrale Europea sta ancora valutando, ma che appare essere quasi inevitabile, potrebbe scompaginare le carte sul tavolo, poichè significherà ammettere una politica monetaria piuttosto espansiva per almeno tutto il 2015 e il 2016.

Migliore potrebbe essere il destino dello yen. La valuta unica giapponese non ha dato grandi soddisfazioni agli investitori che avevano scommesso sul suo rialzo, ed è probabile che nel breve termine non vi siano grandi novità. Tuttavia, se il sentment dovesse peggiorare, e le borse iniziare a traballare in maniera più considerevole, lo yen potrebbe tornare a svolgere il suo ruolo di valuta rifugio.

In ogni caso, non crediamo che il futuro di breve termine possa essere molto differente da quanto riusciamo a riscontrare ad oggi. Riteniamo pertanto che le valutazioni effettuate ex post rispetto a quanto accaduto negli ultimi sei mesi, possano essere riproposte anche nel primo semestre 2015. Salvo, naturalmente, sorprese non certo escluse.