Tassi Fed, economia USA verso la piena occupazione

Che l’andamento del mercato del lavoro a stelle e strisce sia uno degli elementi maggiormente tenuti in considerazione dagli economisti della Fed per orientare la propria politica dei tassi è ben noto. Che tuttavia le buone notizie degli ultimi giorni possano effettivamente orientare verso l’alto la strada dei tassi, è un altro discorso: nonostante ottime notizie, infatti, difficilmente la Fed sceglierà di riprendere i ritocchi al rialzo già nella sessione di aprile, ritenendo invece più probabile un aumento a giugno.

Ad ogni modo, stando al report sull’occupazione riferito al mese di marzo, l’economia americana ha prodotto 215mila nuovi posti di lavoro: un chiaro segnale che l’economia Usa nonostante le turbolenze dei mercati emergenti continua a tirare, trascinata principalmente da commercio al dettaglio, costruzioni e servizi sanitari, mentre i posti sono diminuiti nel settore estrattivo (shale gas) e manifatturiero.

In ogni caso, il numero di posti di lavoro creati è risultato inferiore alla media del 2015, quando i nuovi salariati erano stati 228mila posti di lavoro al mese, meno dei 260mila al mese del 2014. Il tasso di disoccupazione, è dunque salito al 5% (dal 4,9%), ma il dato viene interpretato come il segnale di un incremento degli americani che cercano attivamente un lavoro e, pertanto, con il raggiungimento di una piena occupazione (o, se preferite, con il mantenimento di una sola disoccupazione fisiologica, considerato che la Federal Reserve considera come tollerabile un valore di lungo termine non superiore al 5,5 per cento).

A nostro giudizio, e come già ricordato, difficilmente le notizie di cui sopra potranno spingere la Fed ad anticipare l’aumento dei tassi. L’aumento della disoccupazione significa infatti che le persone stanno tornando al mercato del lavoro, e che le loro prospettive occupazionali sono migliorate, con un calo del numero degli sfiduciati. Un punto di vista supportato dal fatto che il numero di lavoratori che vogliono lavorare, ma non sono attivamente alla ricerca in quanto ritengono che nessun lavoro sia disponibile, è sceso a 585mila nel mese di marzo, giù dai 738mila di un anno prima. In altre parole: è vero che il tasso ufficiale di disoccupazione è sceso fino a marzo, ed è anche vero che la “sacca” nascosta nel mercato del lavoro è diminuita ulteriormente.

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