Trading sui fondi, raccolta in calo a gennaio

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A gennaio la raccolta derivante dal risparmio gestito ha rallentato la sua corsa. Un rallentamento non certo inatteso, anche considerando il fatto che gennaio non è mai stato un mese facile per i mercati, e l’inizio del 2016 sembra aver confermato tale tendenza, garantendo all’industria italiana dell’asset management una raccolta positiva per 6,1 miliardi di euro, ben al di sotto degli 11 miliardi di euro che erano stati incassati a dicembre.

In particolare, risulta essere significativo il ridimensionamento dei fondi aperti, il cui saldo si è più che dimezzato (da 3 miliardi di euro a 1,2 miliardi di euro), mentre è stato sicuramente migliore l’andamento delle gestioni di portafoglio in attivo per quasi 5 miliardi di euro (ma pur sempre in calo rispetto ai 7,6 miliardi di euro di dicembre).

A penalizzare il patrimonio complessivo sono anche state le prestazioni degli asset di investimento, con conseguente flessione da 1.834 miliardi di euro a 1.814 miliardi di euro, gestiti per il 51,5 per cento mediante le gestioni e per il restante 48,5 per cento tramite i fondi aperti e chiusi.

Negli ultimi due mesi – sottolineava il recente approfondimento curato dal quotidiano Il Sole 24 Ore in materia – si è vista un progressiva limatura del peso delle gestioni collettive sul totale delle masse a favore di quelle di portafoglio. “A determinare il calo dei fondi è stato il vero e proprio esodo dagli obbligazionari, precipitati da una raccolta positiva per 489 milioni di dicembre a -1,8 miliardi di gennaio. Una scelta che dimostra la sfiducia che i sotto- scrittori hanno in questa fase rispetto al comparto delle obbligazioni” – sottolineava il giornale.

Appesantiti anche i fondi flessibili, che hanno dimezzato il proprio dato passando da 1,6 miliardi di euro a 801 milioni di euro. Sicuramente meglio i fondi monetari (1,7 miliardi di euro contro il deficit di -166 milioni di euro precedenti), che hanno conquistato crescente appeal, divenendo strumento di crescente interesse dove parcheggiare temporaneamente la liquidità, in attesa di capire meglio che aria tirerà sui mercati i prossimi mesi.

Tengono infine gli azionari: il fatto che i principali listini a gennaio abbiano perso in media il 7,5 per cento può aver appesantito le prestazioni, ma la raccolta ha tenuto in territorio positivo (il saldo del mese è di + 321 milioni di euro).

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