Vigilia tassi Fed, dollaro in salita

Il dollaro nella seduta di ieri è salito in misura rilevante, spinto da una sessione piuttosto positiva delle principali Borse internazionali, e dalla contemporanea ascesa dei rendimenti. Le dinamiche dei mercati hanno prevalso nettamente sui dati – ricordavano gli analisti – che negli USA sono stati tutti più deboli delle attese. Nonostante tale situazione, infatti, la valuta verde non sembra averne risentito in misura evidente, anzi.

Per quanto concerne le prossime ore, è altamente probabile che non vi siano scossoni degni di nota. L’aleatorietà in essere è infatti orientata dall’elevata incertezza sull’esito del FOMC di domani, e l’impatto finale delle notizie di questi minuti sulla valuta non dovrebbe superare l’ampiezza del movimento di ieri. Dunque, massima attenzione agli annunci Fed. Per il resto, non riteniamo che vi siano elementi in grado di influenzare l’andamento del dollaro USA.

Se il dollaro è salito, l’euro ha contemporaneamente corretto, muovendosi in linea con i riferimenti tecnici. Tuttavia, giova ricordare come le attuali oscillazioni sugli odierni livelli non siano in grado di fornire alcuna indicazione di carattere direzionale. Anche in questo caso non possiamo non ricordare come il tutto sia ben in linea con l’elevata incertezza sull’esito del FOMC. Appare ragionevole ipotizzare che la reazione di impatto di un rialzo Fed domani possa essere maggiore rispetto a quella di un non-rialzo. A fare la differenza sulla persistenza della reazione del cambio saranno però le indicazioni che la Fed fornirà sulle tempistiche dei rialzi successivi. Pertanto, potrebbero esservi grandi novità nelle oscillazioni del cambio, anche se sul medio lungo termine rimangono ben salde le indicazioni che a suo tempo avemmo modo di formulare (la discesa dell’euro è sempre all’orizzonte).

Per quanto attiene la sterlina, la valuta britannica sembra aver reagito positivamente ieri ai dati di inflazione che hanno confermato le aspettative. Tuttavia, la reazione positiva non è durata tantissimo, visto e considerato che passata l’euforia del momento, il dollaro ha ripreso sopravvento. Contro euro invece la valuta si è mantenuta in area 0,73 EUR/GBP.

Insomma, alla luce di quanto sopra, non possiamo ricordare come, finalmente, si abbia l’impressione di essere arrivati al momento della potenziale svolta. Domani la Fed annuncerà o meno il ritocco dei tassi di interesse di riferimento, ed è altamente probabile che la decisione possa ancora essere influenzata. Dunque, la massima incertezza condizionerà l’andamento delle valute in orientamento stazionario, per poi sfogare la propria incisività qualora la Fed aumentasse i tassi o, più modestamente, in caso di invariabilità degli stessi.

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